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PrincipeKamar
Blog semi-serio di un Principe dalle Mille e Una Notte
 
 

Il mio profilo al 27/11/2005 data di nascita di questo blog:
Sono il Principe Kamar, figlio di re Shariman, erede al trono del Regno delle Isole Kalidan, attualmente in terra "straniera" (l'Italia), alla ricerca del mio grande amore la principessa Budur. Dopo lunghe avventure dalle Mille e una Notte, costernate di gioie e di dolori, dove il pericolo è sempre in agguato, riuscirò con l'aiuto dei Ginn e il provvidenziale aiuto della loro principessa Maimuna, a vivere come ogni fiaba si rispetti "e vissero felici e contenti"? Lo scopriremo insieme...
Seguite le mie avventure strampalate nel mio magico mondo, perché in fondo anch'io «Sono come il vento, non dirò mai che sono in procinto di partire perché, come il vento, non potrò mai dire: eccomi sto per arrivare». (Antonio Gades)

Il mio profilo oggi al 04/09/2009:
Per leggerlo clicca QUI.

I miei interessi
Amo la danza, l'arte e tutta la cultura in generale. Adoro ballare, leggere e sognare.
I sogni sono le uniche cose che mi sono rimaste e che mi mantegono ancora a galla in questa complicata e caotica vita moderna.

PER CONTATTARMI: principekamar[AT]gmail.com
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DIARI
5 aprile 2011
Se te ne vai, che sarà di me, che farò?


Rossella: So solo che ti amo.
Rhett: Questa è la tua disgrazia.
Rossella: Aspetta, Rhett... Rhett... Se te ne vai, che sarà di me, che farò?
Rhett: Francamente me ne infischio.

Come una novella Rossella O'Hara non faccio che ripetermi che sarà di me, che farò? Ora, dopo la laurea, mi sento smarrito, senza la più pallida idea di quale sia la mia strada da percorrere. Dormo poco e male, in genere alle 6 sono già in piedi e sempre più spesso alle 5 sono già con gli occhi spalancati a guardare il soffitto. Il problema è che mi vengono le idee più malsane e le paturnie. Dire che sono confuso non rende appieno l'idea. Intanto tento di tenermi occupato con le più disparate attività, giusto per non dar sfogo alle mie idee malsane del tipo fare bungee jumping, l'encierro di san Firmino a Pamplona, paracadutismo, rafting, arruolarmi nella legione straniera, fare il giro del mondo a piedi, aderire ad una filosofia di vita stramba...

Riassumendo:
  • la mia seduta di laurea è andata bene, ho preso il massimo dei punti alla discussione della tesi (10) e una grossa fetta della commissione era interessata al mio lavoro. Peccato che mi hanno fatto parlare sì e no 5 minuti compreso la lunga introduzione del mio relatore, che si è pentito di non avermi seguito direttamente invece di lasciarmi a quell'idiota del suo assistente (tié, così impari!), in pratica ho passato più il tempo a mandare avanti la presentazione in powerpoint visto che ogni poco il prof. mi incitava ad andare alla slide successiva. Nonostante tutto sono stato bravo, sorridente, disinvolto e non mi sono mai bloccato, certo ho rischiato l'apnea per cercare di parlare il più velocemente possibile per farci entrare il più possibile. Ad assistere alla mia discussione erano solo in 7: i miei genitori, mia sorella con il ragazzo, la Genietta (che quegli idioti dei miei parenti hanno scambiato per la mia ragazza, ma secondo la loro idea malsana se fosse stata veramente la mia ragazza perché non l'avrei presentata come tale?), il cugino fisico con la ragazza (imbucati giusto per un pelo all'ultimo momento). Il resto della truppa, ritardatari cronici, si sono presentati all'università che io ero già a Palazzo da almeno un'ora, mi domando perché dare informazioni dettagliate fino al midollo se poi non hanno capito un tubo lo stesso e hanno fatto di testa loro. La professoressa di economia politica in commissione mi ha domandato sorpresa se avessi finito i parenti, io con molta nonchalance ho risposto con un a quanto pare oggi sì. Ora, contando solo i parenti stretti diretti arrivo quasi a cento persone, potevo dirglielo? Ovvio che no! L'altra chicca è che il mio relatore pensasse che non ci fossi a discutere la mia tesi, ma sei scemo? non è perché sono un principe passo sopra tutti come un rullo compressore perché devo laurearmi prima degli altri, è ovvio che aspetto il mio turno e che mi chiamino gli addetti della segreteria, se tu non ti sei fatto valere sono problemi tuoi e non miei.
  • Stendo un velo pietoso sulla maleducazione di una buona fetta dei miei invitati, ormai se uno nasce tondo non può morir quadrato; però posso esserci rimasto male per alcune amiche e la loro completa mancanza di tatto e di buona educazione? Veramente non riesco a spiegarmi come possono essere mie amiche, definirle stronze è un complimento: non solo m'hanno fatto bidone all'ultimo minuto, ma manco hanno speso 12 centesimi per mandarmi un sms 'ste morte di fame! Alla fine, alla mia festa c'erano solo due amiche, su una cinquantina di invitati, di cui una è a tutti gli effetti un'amica di famiglia, l'altra, la Genietta, è stata scambiata per la mia ragazza... e pensare che in palestra mi hanno fatto un'accoglienza calorosissima e per poco non mi srotolavano il tappeto rosso e lì sono rimasto veramente senza parole proprio perché non me l'aspettavo; non m'aspettavo tutto quel calore e quella gioia genuina.
  • Non riesco a trovare uno straccio di lavoro diverso da call center in uscita o da agente di vendita, due attività  per la quale ci vuole molta faccia tosta e perseveranza per rompere sostanzialmente le scatole alla gente (non si offenda chi svolge questi lavori ma non fanno proprio per me). E pensare che per il resto non ho grandi pretese e sono la flessibilità fatta persona.
  • Per fortuna il mio conto corrente torna ad avere una boccata d'aria grazie ai regali in denaro della laurea, ma niente spese pazze visto il tempo di magra e visto nessun  straccio di lavoro all'orizzonte.
  • Per quanto riguarda il corazon, devo convincermi che non ne ho bisogno. Ho incominciato a ripetermelo ogni giorno, ma non sono un granché convinto. Se potessi mi strapperei il cuore e lo userei come barattolo per il tiro al bersaglio. Se fossi sano di mente manderei chi di dovere al diavolo, avrei affermato di esserci rimasto male, di essere profondamente deluso; invece siccome con la testa non ci sto, ho fatto spallucce e mi sono autoconvinto che a me va bene così e che sia giusto così.
  • Proprio per il motivo precedente, ho volutamente il credito scarico sul cellulare così non avrò tentazione di mandare sms o peggio ancora di chiamarlo. In realtà volevo proprio cancellare le tracce della mia esistenza sul web, compreso questo blog, il mio unico numero di cellulare e tutto il resto, ma tanto cancellando tutto le ferite e il cuore spezzato sarebbero rimasti intatti e dunque per ora ancora esisto anche qui.
  • Dovrei fare una gran pulizia nelle mie amicizie ma non ne ho voglia, dovrei cercarmene di nuove ma non ne ho voglia, forse sarebbe il caso di chiudermi su un eremo.
  • Dovrei uscire di più ma non ne ho voglia ed è già un miracolo che frequenti la palestra, altrimenti non frequenterei nessun essere umano in carne ed ossa all'infuori della famiglia reale: la mia voglia di socializzare è al di sotto dello zero.
  • Ho gli ormoni impazziti, se qualcuno ha idee per come addomesticarli me lo faccia sapere, perché mica posso andare avanti a docce gelate. Comunque se ho capito bene dovrei essere un pansessuale, ma allo stato attuale credo di essere prossimo alla riverginazione: non ricordo più neanche l'ultima volta che ho baciato una persona, figuriamoci l'ultima volta che ho fatto sesso!
  • Dovrei fare più sesso senza se e senza ma. Dovrei preoccuparmi più di me stesso che degli altri. Dovrei volermi più bene. In pratica qua incomincio a camminare nel fantasy.
  • Il fatto è che il provarci a cambiare non è più sufficiente, devo anche incominciare ad avere dei risultati tangibili che al momento sono sull'home page principale del sito di Chi l'ha visto? Sono al quanto confuso, altrimenti credo che con le lacrime avrei sommerso l'intera regione (va be' sì lo ammetto quest'ultima frase è un'esagerazione da "scrittore" in stile Calimero il pulcino tutto nero, ma ciò non toglie che sono realmente confuso).
DIARI
19 ottobre 2010
Piove!


«Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
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Così cantava tempo fa Jovanotti, ma non voglio parlare delle brutte condizioni atmosferiche che per un metereopatico come me non aiutano di certo; né del fatto che per il mese di settembre e quello di ottobre i giorni contati hanno fatto cilecca.  A proposito, ma sapete cosa sono i giorni contati? Si dice che dal giorno di Santa Lucia (13 dicembre) fino ad arrivare al giorno di Natale si possa avere con "certezza" le previsioni metereologiche per i successivi 12 mesi: ad ogni giorno corrisponde un mese. L'anno scorso, stando a questa bizzarra teoria popolare, si prospettava da settembre a novembre dei mesi piuttosto caldi, quasi estivi. Bah! Si vede che qualcuno lassù ha dimenticato un paio di rubinetti aperti.
Non ricordo più quello che volevo dire, va be' tanto non c'è molto da dire visto che la mia vita sociale attualmente ha tanti di quei picchi di attività che segue fedelmente il tracciato di un encefalogramma piatto: né più e né meno, a parte la palestra.
Che poi diciamola tutta, la mia palestra è tanto caruccia, ha degli istruttori ed istruttrici competenti, giovani e simpatici; piccolina ma non troppo; però ha il difetto o il pregio di essere una degna succursale del circo del film Freaks di Tod Browning.
Non è che chi la frequenta sia un mostro è solo che ci sono parecchi "soggetti bizzarri", qualcuno potrebbe anche essere definito eccentrico o inquietante a seconda dei punti di vista. A volte si concentrano tanti e tali casi umani che sembra un corso terapeutico per accrescere la propria  autostima o analizzando l'altro lato della medaglia un'accozzaglia di persone che ti fanno cadere le braccia né più e né meno della maggior parte dei tg nazionali italiani.
Giuro che nonostante tutto faccio il bravo e tento di comportarmi come un principe però... a volte te le servono su un piatto d'argento ed è una tentazione troppo forte non essere acido&stronzo, ed è una faticaccia non approfittarne. Tipo ieri sera sono stato tanto così (lascia un centimetro tra il pollice e l'indice) dall'esplodere e da dare sfogo al peggio di me, e chi ha avuto l'onore/onere di vedermi all'opera sa quanto posso essere pericoloso in quello stato.
Ecco non è che vado in palestra per fidanzarmi, però se capitasse... mica direi no, grazie; ma niente! Neanche una nuova amicizia! Niente che vada al di là del più e del meno: troppo distanti come mondi. Tante conoscenze sì, ma niente che possa tramutarsi in qualcosa di un po' più duraturo; ciò non sarebbe niente di grave se la mia vita sociale fosse più viva.
Forse sono io che pretendo troppo e che ho degli standard piuttosto elevati, ma pur riducendoli drasticamente non è che poi si salvi un granché.
Forse sono io che amo più la solitudine della gente, forse sono io che apprezzo di più i pochi ma buoni, è solo che i miei pochi e buoni sono attualmente un po' distanti dal sottoscritto e quindi per forza maggiore non è la stessa cosa.
Mi spiego so che mi posso fidare, so che basta che faccia un fischio ed arriva tutta la cavalleria, però... non posso mica scomodarla per quisquilie! Non posso farla intervenire per la quotidianità, ma la vita accanto a cose importanti, ha una marea di piccole cose che mi piacerebbe condividere.
Sono proprio queste piccole cose che non posso condividere che un po' mi pesano, quella battuta che non riesci a capire al primo colpo come invece accadeva prima, proprio perché manca il contorno. Si cresce e forse si cambia.

«Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
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DIARI
22 luglio 2010
Idee "brillanti"
Mentre cazzeggiavo su facebook, ho realizzato di non avere tra i miei amici nessun compagno di classe delle superiori e allora ho avuto la "brillante" idea di fare una ricerchina su alcuni di loro, giusto per aggiornarmi un po'.

Ora ringraziando il fatto che non tutti sono degli assi con le impostazioni della privacy, con alcuni ho fatto una full immersion nelle loro attuali vite, altri un po' meno e mi sono reso conto del perché non ho chiesto loro l'amicizia, semplicemente perché una buona parte di loro mi stanno sullo stomaco e sì lo so che tra i contatti del mio io reale c'ho gente alle quali non affiderei neanche il mio peggior nemico e quindi potrei benissimo aggiungerli, però per il momento non sono ancora arrivato a questo livello di masochismo puro.

Ovvio che ciò dipende dal fatto che il più bravo della classe, quello su cui tutti avrebbero scommesso un futuro radioso certo, ha scelto un corso di laurea poco congeniale ma soprattutto ha avuto un brutto crollo psicofisico al suo primo anno universitario di cui ancora porta i segni piuttosto evidenti che ha condizionato di brutto tutto il resto della sua vita fino ad oggi.

Insomma lo so che la mia vita è un completo disastro e che ci sguazzo beatamente nel farmi del male, ma quel briciolo di orgoglio e di dignità residuali mi impediscono di riprendere dei contatti anche solo formali e ipocriti che potrebbero evidenziarmi ulteriormente i miei fallimenti: la mia autostima è troppo flebile per fare i conti con tutto ciò.

E poi su diciamoci la verità sono passati dieci/unidici anni, ma a me sembra che in realtà ne siano passati un paio, non so come dirlo mi sembre che ho sempre vent'anni e poi sarà stata la mancanza di serenità, il black out totale che ho vissuto che mi ha portato paradossalmente a non vivere per niente; ma tutto ciò come lo spieghi a qualcuno che ti ha conosciuto e che non ha visto l'abisso in cui sei sprofondato perché tu all'esterno recitavi la vita perfetta e mano mano che andava avanti la recita facevi terra bruciata e tagliavi i ponti perché non volevi che gli altri capissero che eri in preda ad un mostro che ti divora dall'interno e ogni giorno ti logora sempre più.

Paradossalmente è più facile raccontarlo a degli estranei per il semplice fatto che non c'è alcun motivo di censurarti proprio perché sono estranei e nel momento in cui decidi di aprirti puoi in ogni momento fuggire senza farti scrupoli.

Ecco allora è brutto dire che ho passato la mia adolescenza ad essere perfetto limitando al minimo le cazzate e comportandomi troppo da adulto giudizioso convinto che tutte le mie rinunce avrebbero portato a ricompense inimmaginabili, per poi ritrovarmi nei miei vent'anni a non riscuotere niente di tutto quanto sperato e a non avere per varie circostanze fortuite più i miei punti fermi, trovandomi ad affrontare contemporaneamente problemi che all'epoca erano troppi e tutti nello stesso momento.

Motivi per cui gli anni universitari sono stati (e lo sono ancora purtroppo) anni legati principalmente ad esperienze completamente negative e dolorose logicamente con momenti di schiarite alternati a momenti ancora più brutti.

Forse per questo ho difficoltà a chiudere il mio percorso universitario, proprio perché continuo a punirmi ciclicamente per non essere stato abbastanza forte da non soccombere e per avere scelto strade facili ma completamente inadatte a me e quindi per forza maggiore sbagliate.

Sto divagando come al solito e né ho intenzione di rileggermi e/o correggermi, comunque non posso fare a meno di pensare come amicizie e inimicizie eterne di fronte ad un social network si siano smaterializzate, fino ad arrivare a risvolti grotteschi che se me l'avessero detto quando frequentavo le superiori non ci avrei creduto minimamente.

In più gente che s'è laureata, che si è sposata, che ha avuto dei figli, invecchiata, gente che se n'è fatta di cotte e di crude diventati compagni di merenda, amici per la pelle che si odiano a morte... forse dentro c'è tanta ipocrisia o solo voglia di sbattere in faccia una felicità reale, presunta o di facciata che sia... non lo so, è strano! Più ci penso e credo che sia tutto uno scherzo.

Più ci penso e più non posso fare a meno di pensare di essere solo con me stesso sempre e ovunque anche in luoghi super affollati, anzi forse più che di solitudine dovrei parlare di estraneità: sì, forse ha ragione Camus e il suo straniero.

Sono uno straniero, un anormale in un mondo di normali alla ricerca dell'affermazione della sua anormalità che lo rende unico ed inimitabile sulla faccia della Terra. Sì, questo sono Io.
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