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PrincipeKamar
Blog semi-serio di un Principe dalle Mille e Una Notte
 
 

Il mio profilo al 27/11/2005 data di nascita di questo blog:
Sono il Principe Kamar, figlio di re Shariman, erede al trono del Regno delle Isole Kalidan, attualmente in terra "straniera" (l'Italia), alla ricerca del mio grande amore la principessa Budur. Dopo lunghe avventure dalle Mille e una Notte, costernate di gioie e di dolori, dove il pericolo è sempre in agguato, riuscirò con l'aiuto dei Ginn e il provvidenziale aiuto della loro principessa Maimuna, a vivere come ogni fiaba si rispetti "e vissero felici e contenti"? Lo scopriremo insieme...
Seguite le mie avventure strampalate nel mio magico mondo, perché in fondo anch'io «Sono come il vento, non dirò mai che sono in procinto di partire perché, come il vento, non potrò mai dire: eccomi sto per arrivare». (Antonio Gades)

Il mio profilo oggi al 04/09/2009:
Per leggerlo clicca QUI.

I miei interessi
Amo la danza, l'arte e tutta la cultura in generale. Adoro ballare, leggere e sognare.
I sogni sono le uniche cose che mi sono rimaste e che mi mantegono ancora a galla in questa complicata e caotica vita moderna.

PER CONTATTARMI: principekamar[AT]gmail.com
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DIARI
9 aprile 2011
Lasciatemi morire



«Lasciatemi morire,
lasciatemi morire,
e che volete voi, che mi conforte
in così dura sorte,
in così gran martire?
Lasciatemi morire
».

Mi dispiace, non ce la faccio proprio ad essere dell'umore giusto. Non potete immaginare la delusione, il dolore, quel senso di abbandono che provo adesso. Sono in bilico tra il far uscire il pescivendolo che c'è in me, facendo una sceneggiata napoletana in grande stile, o avere un atteggiamento dignitoso nei limiti del possibile, insomma un qualcosa di principesco. Mi sento ingannato, ferito e umiliato. Non pensavo di meritarmi tutto ciò, ma a quanto pare è quello che sto raccogliendo e probabilmente mi merito. Sarà che sono duro di comprendonio e portato allo scambiare lucciole per lanterne, ma nonostante tutto pensavo di poter provare a costruire un qualcosa, anche una semplice amicizia. Invece me la canto e me la suono da solo, aspetto un qualcosa che non arriverà mai e mendico il suo tempo e le sue attenzioni. Attendo spiegazioni che non arriveranno mai, mi consumo nell'attesa e nonostante mi tenga occupato il più possibile il mio chiodo fisso è sempre quello. Ma cosa devo fare con te? Perché non riesco ad odiarti o semplicemente a fregarmene di te? Sono stanco, molto stanco. Solo adesso comprendo il Lamento di Arianna. Arianna pensava che Teseo fosse quello giusto e invece puff! sparito, si ritrova abbandonata a Nasso e piange la sua triste sorte, attendendo che questo dolore così grande la porti alla morte.
Non sono proprio a questo punto, ossia desideroso di morire; ma in fondo è quello che sto facendo lasciandomi andare. Forse se riuscirò a cadere un altro po' più giù, ricomincerò a salire e ad andare per la mia strada, intanto per il momento sopportatemi così, prima o poi mi passerà.
DIARI
20 marzo 2011
Ludibrio della mia stupidità


Io e la normalità siamo due rette parallele. Giovedì pomeriggio mi laureo, dovrei essere elettrizzato, eccitato e via dicendo; invece, ho lo stesso entusiasmo di un condannato a morte poco prima che venga eseguita la sua pena capitale.

Attraversami il cuore, il peso della solitudine è variabile. L'amore si può mancare per un attimo. Attraversami il cuore, perché arriva troppo presto o troppo tardi si fa ricordare e ritrovare i momenti perduti non è facile, non è facile...

Non ce la faccio a recitare la parte della persona entusiasta e allegra, spero che arrivi presto venerdì per iniziare un nuovo capitolo; ma intanto mi trattengo.
Mi trattengo perché ho una voglia matta di prendere la macchina, anche se non amo alla follia guidare, macinare chilometri su chilometri perché ho bisogno di lui, di parlargli, di chiarire.
Non sono bravo con le parole, poi se la persona mi piace mi incarto e inizio a dire solo fesserie, una dietro l'altra.
Non posso andare ora da lui per tutta una serie di ragioni, di cui la ciliegina sulla torta è appunto questa dannata seduta di laurea che allo stato attuale mi interessa come un documentario sulla vita sessuale delle amebe.
E poi anche se lo facessi che gli direi? Sono un emerito coglione! basterebbe?  Complimenti a me per il tempismo e per questi lampi di "genio", Fantozzi mi fa una pippa!

qualche cosa farò, qualche cosa farò, sì, qualche cosa farò, qualche cosa di sicuro io farò: piangerò! Sì, io piangerò.

Ho combinato una cazzata colossale: mi sono fatto prendere dalle mie paranoie e dalle mie insicurezze. Ho avuto paura e m'è venuta meno la fiducia. Pessimo errore. Non volevo in alcun modo ferirlo e invece l'ho fatto. Volevo solo una maggiore chiarezza ed ho ingarbugliato tutto. Volevo proteggerlo e non sono stato in grado di farlo. Volevo fargli del bene e gli ho fatto solo del male. Volevo dargli gioia e gli ho dato solo dolore. Volevo essere la sua guida e non mi sono accorto del fatto che fossi più cieco di lui. Volevo essere la sua roccia e sono stato un cumulo di sabbia. Volevo essere una boccata di aria fresca e invece sono stato solo dell'orrido smog.
Il pensiero di averlo fatto soffrire mi uccide, il pensiero di aver minato la sua serenità e la sua routine mi divora dentro lasciandomi esanime. Mi sento un viscido verme. Ho sbagliato tutto. Ho una dannata paura di averlo perso per sempre, ammesso e non concesso che per un po' di tempo sia stato mio.

Quando ami da morire chiudi gli occhi e non pensare. Il tempo passa, l'amore scompare e la danza finirà!

Ed ora? Non ce la faccio ad aspettare. Ce l'ho a morte con me stesso per aver commesso questo  grave errore. Come si può costruire un rapporto serio e duraturo se nelle fasi inziali lo si macchia indelebilmente? Credo di avere esaurito le lacrime. Non voglio perderlo ma soprattutto non voglio fargli più del male. Forse è il caso che rinunci a lui per il suo bene?

Le incomprensioni sono così strane, sarebbe meglio evitarle sempre, per non rischiare di aver ragione ché la ragione non sempre serve.

Mi tormento, mi danno l'anima. Sono in apnea. Vorrei essere il suo compagno fedele, il suo porto sicuro, il suo alfa e il suo omega. Tra il volere e l'essere c'è un abisso. Sto dando solo il peggio di me e non mi piace, mentre vorrei dargli solo il meglio di me stesso e del mondo.

Ti salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te. Io sì, che avrò cura di te.

Vorrei trasformare queste parole in realtà, ma a quanto pare non ne sono capace visto i pessimi risultati raggiunti fin qui. Ma come si fa? Come posso riuscirci? Come posso sconfiggere questo gelo che mi stritola l'anima?


DIARI
5 marzo 2011
Nero


Perché al peggio non c'è mai fine.
DIARI
4 marzo 2011
La mia fine è segnata!

Ecco se non ricevo entro domani mattina, prima delle 13 la mail del mio relatore con la correzione relativa all'introduzione della mia tesi e il nulla osta per poterla stampare sono letteralmente e senza tanti francesismi FOTTUTTO!!! Addio discussione tesi a marzo, addio possibilità di andare tre mesi in Belgio, addio sogni di chiudere un passato poco piacevole, addio sogni di un nuovo inizio, addio mondo crudele!

Ps: tutto rinviato per l'ennesima volta a maggio e a me viene solo da piangere, perché quante parti di me moriranno fino alla fine di maggio?

DIARI
3 agosto 2010
Setticemia dell'anima
È da un po' che non scrivo perché ho la mente piena di pensieri di tutti i tipi.
Penso troppo e non va bene per niente perché poi non riesco a riordinare i pensieri e a lasciarli andare via.

Sento una specie di cappa, un masso invisibile che mi opprime e poi sono tanto stanco.
La mia non è proprio stanchezza fisica o mentale, ci sono pure quelle, ma piuttosto una stanchezza dell'anima e non so proprio come affrontarla.
Mi sento spiazzato più che mai, mi sembra di girare in tondo e di non andare né avanti e né dietro.

Sono umorale più che mai, lunatico, apatico, nervoso, astioso e perdo un sacco di tempo inutilmente a farmi pippe mentali di ogni tipo. Lo so che è nella mia natura farmele, ma un conto è farsi un paio di paranoie e un altro è macinarne infinite contemporaneamente.
Se utilizzassi tutte queste energie per fare qualcosa di utile potrei scalare l'Everest, immergermi nelle fosse delle Marianne, fare il giro del mondo e tanto ma tanto altro ed essere fresco come una rosa, e invece no!

È da troppo tempo che sto così e mi fa incazzare il fatto che nonostante provi a reagire mi sembra di rimanere sempre immobile mentre gli altri vanno avanti.

Vorrei conoscere il primo che ha detto che il tempo aggiusta tutto e tutto passa perché in questo momento un bello sputo in un occhio non glielo leva nessuno, e che c***o!
Le ferite non sempre si rimarginano come dovrebbero e a volte capita pure che la ferita faccia infezione... ecco le mie sono quasi tutte diventate infezioni.

Credo di avere la setticemia dell'anima, non so se esiste ma io ce l'ho perché il dolore lo sento e quello che più mi spaventa sono le mie reazioni totalmente imprevedibili nel gestirlo.
Odio quando sto così, quando non riesco a controllare le mie azioni, i loro effetti ma soprattutto le mie emozioni.

Attraversami il cuore,
il peso della solitudine è variabile
l’amore si può mancare per un attimo
Attraversami il cuore,
perché arriva troppo presto
o troppo tardi si fa ricordare
e ritrovare i momenti perduti non è facile


Sto tirando troppo la corda e quando si spezzerà che farò?
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