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PrincipeKamar
Blog semi-serio di un Principe dalle Mille e Una Notte
 
 

Il mio profilo al 27/11/2005 data di nascita di questo blog:
Sono il Principe Kamar, figlio di re Shariman, erede al trono del Regno delle Isole Kalidan, attualmente in terra "straniera" (l'Italia), alla ricerca del mio grande amore la principessa Budur. Dopo lunghe avventure dalle Mille e una Notte, costernate di gioie e di dolori, dove il pericolo è sempre in agguato, riuscirò con l'aiuto dei Ginn e il provvidenziale aiuto della loro principessa Maimuna, a vivere come ogni fiaba si rispetti "e vissero felici e contenti"? Lo scopriremo insieme...
Seguite le mie avventure strampalate nel mio magico mondo, perché in fondo anch'io «Sono come il vento, non dirò mai che sono in procinto di partire perché, come il vento, non potrò mai dire: eccomi sto per arrivare». (Antonio Gades)

Il mio profilo oggi al 04/09/2009:
Per leggerlo clicca QUI.

I miei interessi
Amo la danza, l'arte e tutta la cultura in generale. Adoro ballare, leggere e sognare.
I sogni sono le uniche cose che mi sono rimaste e che mi mantegono ancora a galla in questa complicata e caotica vita moderna.

PER CONTATTARMI: principekamar[AT]gmail.com
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DIARI
8 maggio 2011
La sfida dell'amore



Leggevo questo articolo su "Yehoshua e la sfida dell'amore coniugale" e mi ha colpito il seguente periodo:

«Yehoshua ammonisce: una parola d’amore non basta a costruire una coppia. Se dici ti amo lo devi confermare, “esplorando quotidianamente il sentimento”, cercando “nuove motivazioni o minacce nascoste”. Fatica? Sì, ma il bello è questo. La sfida è “non ti faccio cadere”, proprio perché è assai più complicato far prosperare un amore di un’amicizia. Poi spiega che l’amore eterno non è un’utopia: “Non mi piace questa parola, ci fa credere che sia un obiettivo irraggiungibile. Sono convinto che tutti possano far vivere a lungo un sodalizio amoroso, se adeguatamente curato e protetto”. Non è impossibile. Lo hanno scritto altri, da Montale ad André Gorz».

Questa notte ho avuto l'ennesima crisi: ho dormito male e sognato peggio. Stendo un velo pietoso su di me, facciamo un Everest che è meglio. Il fatto è che ci sto ancora troppo male e queste parole suonano come una condanna verso di me perché ho una voglia matta di scrivergli, di parlargli, ma... a che servirebbe? Forse un po' a me, ma è inutile girarci intorno non mi ama, né ha bisogno di un'amicizia, né di uno spasimante e né niente perché sono solamente un peso, visto che, tralasciando un po' il resto, non mi dà la possibilità di farmi conoscere meglio e forse dunque di fargli rendere conto che sono quello giusto. Il mio amore da non solo non basta per tutti e due.  Vi risparmio il calcolo delle ore e dei secondi, ma sono passati più di 7 giorni dall'ultima volta che mi sono fatto sentire (senza ricevere risposta alcuna), 14 giorni da quando lui si è fatto sentire: in tutto questo tempo non ha sentito il bisogno neanche di uno squillo, neanche di mandarmi a quel paese, niente di niente. Perché non gli scrivo? Semplice, non voglio farlo sentire in obbligo verso di me e un po' per presunzione che forse avrebbe sentito un pizzico la mia assenza. Invece il nulla, so che è impegnatissimo per il lavoro e che ha tanti casini, però due secondi per gli altri li trova e per me niente: ci sono  suoi commenti nella blogosfera (per carità libero di farli!). Per carità non ha alcun obbligo verso di me, allora che senso ha scrivergli per avere una risposta di cortesia? Che senso ha tentare di spostare mari e monti se poi alla fine più che stare con me vuole stare con un altro? Mi sono autoimposto di non scrivergli più, ormai gliel'ho ribadito fino alla nausea che basta uno schiocco di dita e sono lì presente a salvarlo e ad aiutarlo perché farei di tutto per lui anche buttarmi nel fuoco. Forse è ciò che ho sbagliato. Ormai non passa giorno che non trovi un difetto in me e che non lo ingigantisca appioppando a questo o a quello o a tutto insieme il perché non mi ama o non mi potrebbe amare. Mi mortifica questo senso di impotenza, quest'amarezza di non aver fatto abbastanza che mi perseguita. Tutto ciò mi sta condizionando perché sono in una fase delicatissima e devo fare delle scelte importanti, devo capire se lui c'è nella mia vita o no, se inserirlo nei miei progetti o meno. Tutto ciò che ho sempre desiderato nella mia vita assolutamente non c'è e con questo ritmo non ci sarà mai, intanto cresce in me la voglia di autodistruzione.
DIARI
30 aprile 2011
La verità è che non gli piaci abbastanza


La verità è che non gli piaccio abbastanza ed è inutile girarci attorno. Disperatamente mi aggrappo con le unghie e con i denti ad una flebile speranza, piuttosto irrealizzabile, che diminuisce inesorabilmente col passare del tempo. La mia giornata è scandita da piccole speranze, puntualmente infrante, che in realtà si dovrebbero chiamare piccole ossessioni di una mente malata. Non esiste più un ieri, un oggi o un domani; ma esiste quel lasso di tempo che intercorre tra la sua ultima mail o il suo ultimo sms e i miei. Mi ritrovo ad elemosinare attenzioni, ad aspettare pazientemente un suo cenno di vita, sperando che si accorga di me. Insomma una cosa da sfigati cosmici. Cerco di autoconvincermi che ci sia ancora una speranza, una possibilità. Giustifico  e perdono tutto, dando la colpa al caso, alla sfortuna e a chicchessia, pur di non riconoscere la verità: ossia non gli piaccio abbastanza.
So di essere monotematico, di essere irrazionale, completamente folle, innamorato, ingenuo, ecc. insomma un Cazzone con la C maiuscola, ma non riesco a gestire tutto ciò con l'adeguato distacco. So che ci sono problemi peggiori e che ci sono una marea di pesci nel mare, ma niente. Non ci riesco. Questo silenzio mi tortura, mi annienta lentamente uccidendomi. A sprazzi ancora ho un po' di orgoglio, perché non mi va di essere sempre io a farmi vivo per primo e mi autoimpongo di non contattarlo in alcun modo; ma la tentazione è troppa, la mia forza di volontà è completamente inesistente. So già, ad esempio, che domani gli manderò una mail per trovare un po' di pace e per dare linfa alla mia speranza. Ho bisogno di lui. Non riesco ad associare al suo nome qualità negative che me lo facciano odiare, che me lo facciano cadere dal cuore. Mi lascio logorare dalla speranza e dall'attesa. Eppure in questo momento ho altri problemi più gravi da risolvere e paradossalmente altre cose più gravi per cui stare male. Invece no, ad esempio ho incassato senza batter ciglio la mancata giornata lavorativa di venerdì come al solito all'ultimo momento,  nonostante gli accordi presi in precedenza, con una cinquantina d'euro volatilizzati (va be' sicuramente mi sarei accontentato di una trentina d'euro perché vicino casa); invece faccio una tragedia per del silenzio, per un vuoto che mi assale e mi soffoca, perché in fondo non gli piaccio abbastanza.
Non si dovrebbe mai dire che si sente il bisogno di una persona, ma io ho assolutamente bisogno di lui più di tutto il resto, più dell'ossigeno e dell'acqua. Sento che lui è la persona giusta per me, così come sono io la persona giusta per lui, ma poi per una serie di circostanze e problemi vari ciò non basta.
Odio il mio cuore perché fa sempre di testa sua: non sarebbe più semplice dire peggio per te non sai che ti perdi, ti avrei reso l'uomo più felice dell'universo, alzare il dito medio  e sbattere "la porta"?
L'amore è irrazionale, io ora sono irrazionale. Sto cercando di soffocare ciò che provo, di imbrigliarlo e di provare a pensare più a me stesso, ma non riesco a vedere un futuro senza di lui. Sono completamente folle. Mi spremo il cervello cercando un modo giusto per farlo innamorare di me. Ma sono un emerito Cazzone, perché non so una mazza di come si fa.  Non c'è un modo giusto o uno sbagliato. Ci sto provando, ma non basta.
Ho adottato la strategia della semplicità e del cuore in mano, quella che io sono così senza né abbellimenti e né ghirigori di sorta, proprio perché voglio che mi ami per quello che sono con  i miei pregi e i miei difetti.
Niente! Non capisco se sbaglio e dove sbaglio. Non c'arrivo. Sono nel pallone più totale.
Vorrei avere il cuore duro come il diamante per infischiarmene di tutto, andando avanti come un caterpillar. Invece, niente.
Sono stanco di fingere che va tutto bene, quando non va bene un cazzo. Ormai sono così abituato a fingere che tutto vada così alla perfezione  e lo faccio talmente bene che  a volte non distinguo neanch'io dove si trova la sottile linea che divide, appunto, la finzione perfetta dalla realtà.
Ho un assoluto disperato bisogno di lui, del suo amore; venderei l'anima e tutto il resto per poter stare con lui, anche solo un'ora.
Sono patetico, anzi tremendamente patetico, tanto quanto mi sento solo. Sono più di trent'anni che mi sento dannatamente solo. Sapete che vuol dire sentirsi solo ogni dannato giorno della tua vita? Sapete che vuol dire vivere ogni dannato giorno nella speranza che quello sia il giorno  giusto in cui non mi sentirò più solo, perché avrò accanto qualcuno con cui condividere e costruire qualcosa? Aspetto e spero da una vita qualcosa e qualcuno che potrebbe non arrivare mai.
Non ce la faccio, non riesco a progettare un futuro per me perché non ha senso costruirmi una vita (im)perfetta in cui non farò altro che sentirmi fottutamente solo per tutto il resto del tempo che mi rimane da vivere. Non mi bastano più i sogni, le speranze, le attese; ho bisogno di una presenza che colmi tutti i vuoti, tutte le assenze. Ho bisogno di una presenza che mi permetta di affrontare ogni giorno, indipendentemente da quello che succederà sia nel bene che nel male, che mi faccia sentire vivo.
La mia presenza è lui, il mio piccolo raggio di sole, un'anima sola come me; che mi fa sentire vivo, i brividi e le farfalle nello stomaco, che mi dà la suspance di camminare sul filo nel vuoto con la certezza che se cado mi prende in braccio senza farmi cadere. Il problema è che  se non fossi io quello giusto per lui. Che devo fare? Sono confuso, stanco, solo e da solo il mio amore non basta.
Vorrei solo poter piangere per cazzi miei in assoluta solitudine mentre fuori piove, mandar via questo dolore che mi stritola. Invece no,  devo essere perfetto e sorridente perché è quello che tutti vogliono da me. Devo uscire, mangiare questa dannata pizza, ridere e far ridere, essere di compagnia anche oggi che non ne ho assolutamente voglia, soprattutto oggi perché così è la regola, perché questo è quello che ci si aspetta da me, che poi sorrida mentre intanto muoio dentro sono solo cazzi miei, così come è solo mio il fardello che non gli piaccio abbastanza.
DIARI
15 aprile 2011
In salita


Questa settimana è stata tutta in salita: parecchi grattacapi, parecchi sbattimenti e tanto stress.
Il tempo di scrivere qualcosa sul blog non l'ho proprio avuto, né di rispondere ai commenti; ad essere completamente sincero credo di averli "benedetti" questi intralci, perché ho avuto poco tempo per pensarlo, ma alla fine l'ho fatto comunque. In fondo, non si può impedire ad un fiume di scorrere dall'oggi al domani, così come non posso cambiare quello che provo in un batter d'occhio.

Alla fine qualche grattacapo sono riuscito a risolverlo, per qualcun altro è questione di tempo, per il resto devo solo far muovere più velocemente le rotelline del mio cervellino per trovare una soluzione che non mi porti a fare la fine di Sisifo o di Tantalo.
Devo solo avere il coraggio di prendere un paio di decisioni di petto e finirmi di gettare senza paracadute, insomma niente di eccezionale ma avrei bisogno di una spintarella giusta che tarda a venire.

Non credo nell'oroscopo, ma a quanto pare sembra che questo aprile è un po' così così, lascia molto a desiderare; ma poi da maggio in poi dovrei recuperare alla grande. Caso strano, sembra identico a quello dell'amore mio bellissimo (qui non parlo solo con gli occhi dell'amore,  oggettivamente parlando è proprio bono, oserei dire quasi perfetto e il quasi dipende dal fatto che lo sarebbe se mi amasse). Ora, passerò per un completo idiota (va be' tanto lo sono e sono pure fuori come un balcone), ma se poi questo grosso cambiamento nelle nostre vite sarebbe dovuto al fatto che riuscissimo a metterci insieme (sì, va be' sono regredito a tredicenne/quindicenne innamorato cotto e pensare che a quell'età ero molto ma molto più maturo di adesso)? Va be' sarebbe troppo bello per essere vero e sto incominciando a sparare cazzate a raffica.

Come al solito ci sto provando a cambiare quello che non va e che non mi piace, i risultati lasciano ancora a desiderare; però se il mio sub-inconscio mi desse una mano, non mi offenderei mica.  Insomma, non credo che sia normale ripetere ciclicamente dei sogni. Se prima continuavo a sognare di correrre lungo la banchina mentre il treno partiva senza di me, disperandomi per averlo perso; ora sono passato a sognare di essere strangolato da me stesso,  con tanto di ghigno soddisfatto del me stesso strangolatore e a volte pure con piacere per l'azione commessa da parte di entrambi.
Poi vogliamo parlare del mio corpo completamente anarchico? Ci sono giorni che senza un reale motivo sono uno straccio e devo essere solo rottamato, altri giorni che sono iperattivo e guai a chi mi ferma.

Insomma, alla fine della fiera, sto cercando di rimettere i miei pezzi al posto giusto e non è semplice per niente, ma d'altronde che altro posso fare?

Ps: per la cronaca preso da un attimo di follia mi sono aperto un account su Twitter ( https://twitter.com/PrincipeKamar ), e uno su Busuu.com ( http://www.busuu.com/it ), quest'ultimo per chi non lo sapesse è una sorta di social network con lo scopo di imparare le lingue.
DIARI
9 aprile 2011
Lasciatemi morire



«Lasciatemi morire,
lasciatemi morire,
e che volete voi, che mi conforte
in così dura sorte,
in così gran martire?
Lasciatemi morire
».

Mi dispiace, non ce la faccio proprio ad essere dell'umore giusto. Non potete immaginare la delusione, il dolore, quel senso di abbandono che provo adesso. Sono in bilico tra il far uscire il pescivendolo che c'è in me, facendo una sceneggiata napoletana in grande stile, o avere un atteggiamento dignitoso nei limiti del possibile, insomma un qualcosa di principesco. Mi sento ingannato, ferito e umiliato. Non pensavo di meritarmi tutto ciò, ma a quanto pare è quello che sto raccogliendo e probabilmente mi merito. Sarà che sono duro di comprendonio e portato allo scambiare lucciole per lanterne, ma nonostante tutto pensavo di poter provare a costruire un qualcosa, anche una semplice amicizia. Invece me la canto e me la suono da solo, aspetto un qualcosa che non arriverà mai e mendico il suo tempo e le sue attenzioni. Attendo spiegazioni che non arriveranno mai, mi consumo nell'attesa e nonostante mi tenga occupato il più possibile il mio chiodo fisso è sempre quello. Ma cosa devo fare con te? Perché non riesco ad odiarti o semplicemente a fregarmene di te? Sono stanco, molto stanco. Solo adesso comprendo il Lamento di Arianna. Arianna pensava che Teseo fosse quello giusto e invece puff! sparito, si ritrova abbandonata a Nasso e piange la sua triste sorte, attendendo che questo dolore così grande la porti alla morte.
Non sono proprio a questo punto, ossia desideroso di morire; ma in fondo è quello che sto facendo lasciandomi andare. Forse se riuscirò a cadere un altro po' più giù, ricomincerò a salire e ad andare per la mia strada, intanto per il momento sopportatemi così, prima o poi mi passerà.
letteratura
21 marzo 2011
Io pronuncio il tuo nome



Io pronuncio il tuo nome nelle notti oscure,
quando giungono gli astri a bere nella luna,
e dormono i rami delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto di passione e di musica.
Folle orologio che canta antiche ore defunte.

Io pronuncio il tuo nome in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle e più dolente della mite pioggia.

Ti amerò come allora qualche volta?
Che colpa ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare con le dita la luna!


Federico García Lorca (1898-1936)

DIARI
20 marzo 2011
Ludibrio della mia stupidità


Io e la normalità siamo due rette parallele. Giovedì pomeriggio mi laureo, dovrei essere elettrizzato, eccitato e via dicendo; invece, ho lo stesso entusiasmo di un condannato a morte poco prima che venga eseguita la sua pena capitale.

Attraversami il cuore, il peso della solitudine è variabile. L'amore si può mancare per un attimo. Attraversami il cuore, perché arriva troppo presto o troppo tardi si fa ricordare e ritrovare i momenti perduti non è facile, non è facile...

Non ce la faccio a recitare la parte della persona entusiasta e allegra, spero che arrivi presto venerdì per iniziare un nuovo capitolo; ma intanto mi trattengo.
Mi trattengo perché ho una voglia matta di prendere la macchina, anche se non amo alla follia guidare, macinare chilometri su chilometri perché ho bisogno di lui, di parlargli, di chiarire.
Non sono bravo con le parole, poi se la persona mi piace mi incarto e inizio a dire solo fesserie, una dietro l'altra.
Non posso andare ora da lui per tutta una serie di ragioni, di cui la ciliegina sulla torta è appunto questa dannata seduta di laurea che allo stato attuale mi interessa come un documentario sulla vita sessuale delle amebe.
E poi anche se lo facessi che gli direi? Sono un emerito coglione! basterebbe?  Complimenti a me per il tempismo e per questi lampi di "genio", Fantozzi mi fa una pippa!

qualche cosa farò, qualche cosa farò, sì, qualche cosa farò, qualche cosa di sicuro io farò: piangerò! Sì, io piangerò.

Ho combinato una cazzata colossale: mi sono fatto prendere dalle mie paranoie e dalle mie insicurezze. Ho avuto paura e m'è venuta meno la fiducia. Pessimo errore. Non volevo in alcun modo ferirlo e invece l'ho fatto. Volevo solo una maggiore chiarezza ed ho ingarbugliato tutto. Volevo proteggerlo e non sono stato in grado di farlo. Volevo fargli del bene e gli ho fatto solo del male. Volevo dargli gioia e gli ho dato solo dolore. Volevo essere la sua guida e non mi sono accorto del fatto che fossi più cieco di lui. Volevo essere la sua roccia e sono stato un cumulo di sabbia. Volevo essere una boccata di aria fresca e invece sono stato solo dell'orrido smog.
Il pensiero di averlo fatto soffrire mi uccide, il pensiero di aver minato la sua serenità e la sua routine mi divora dentro lasciandomi esanime. Mi sento un viscido verme. Ho sbagliato tutto. Ho una dannata paura di averlo perso per sempre, ammesso e non concesso che per un po' di tempo sia stato mio.

Quando ami da morire chiudi gli occhi e non pensare. Il tempo passa, l'amore scompare e la danza finirà!

Ed ora? Non ce la faccio ad aspettare. Ce l'ho a morte con me stesso per aver commesso questo  grave errore. Come si può costruire un rapporto serio e duraturo se nelle fasi inziali lo si macchia indelebilmente? Credo di avere esaurito le lacrime. Non voglio perderlo ma soprattutto non voglio fargli più del male. Forse è il caso che rinunci a lui per il suo bene?

Le incomprensioni sono così strane, sarebbe meglio evitarle sempre, per non rischiare di aver ragione ché la ragione non sempre serve.

Mi tormento, mi danno l'anima. Sono in apnea. Vorrei essere il suo compagno fedele, il suo porto sicuro, il suo alfa e il suo omega. Tra il volere e l'essere c'è un abisso. Sto dando solo il peggio di me e non mi piace, mentre vorrei dargli solo il meglio di me stesso e del mondo.

Ti salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te. Io sì, che avrò cura di te.

Vorrei trasformare queste parole in realtà, ma a quanto pare non ne sono capace visto i pessimi risultati raggiunti fin qui. Ma come si fa? Come posso riuscirci? Come posso sconfiggere questo gelo che mi stritola l'anima?


DIARI
21 febbraio 2011
Nulla dura per sempre


Da dove incomincio a raccontare? Il fatto è che ho passato un sabato e una domenica da dimenticare, vuoi per il persistente senso di nausea e il mal di stomaco, vuoi perché ho disintegrato gli occhiali (la lente sinistra si è frantumata in mille pezzi) ed ho la visita dall'oculista l'8 marzo e quindi ho le lenti a contatto 24 ore su 24, vuoi soprattutto perché moralmente ero a pezzi.
In realtà il post odierno sarebbe dovuto essere totalmente diverso: cupo, depresso, straziante, ecc.
Non è che ora sprizzi ottimismo da tutti i pori, in fondo l'avevo messo in conto il fatto di ritrovarmi il cuore spezzato così come puntualmente è accaduto, però poi a che pro lamentarmi? Contro chi inveire? Insomma, non ha senso! Certo che io ci sia rimasto male è evidente, che abbia voglia di urlare e piangere pure, ma è il momento di dare spazio al lord inglese che c'è in me, quello che non si fa impressionare da niente e da nessuno con il suo immancabile aplomb.
Qualcuno più diretto e verace mi appellerebbe con quella magica parolina che inizia con C e finisce con -one e fa rima con scorpione, in effetti mi calza a pennello, però ho semplicemente realizzato che le mie aspettative siano in realtà troppo elevate.
Non si dimentichi che in fondo il mio amore da solo non basta e che senza troppi giri di parole sarò sempre il secondo, quello che tutti carinamente ti indicano come il ragazzo ideale, ma per chissà quale grande mistero della vita non si piglia mai nessuno e che alla fine rimane zitello a vita.
Non solo, come scherzando, ma mica tanto, affermava lei: sono proprio una mina vagante e che quindi sono, letteralmente e senza tanti francesismi, fottuto!
Personalmente non mi arrendo e so che è una strada senza uscita, dovrei semplicemente limitarmi a rallentare e fare inversione ad u, ma siccome io con la testa non ci sto da un pezzo, ho semplicemente intenzione di accelerare e di sorvolare il muro come un emulo di Bo and Luke; sperando di non fracassarmi tutto, giusto per raggiungere la sua roccaforte e magari finalmente si accorge di me, con l'happy end scontato e i titoli di coda con i nomi degli interpreti. Seeee come no, utopia allo stato puro.
Tanto lo so che più delle briciole non posso aspirare, che nella top ten delle sue priorità manco ci sono e probabilmente neanche ci sarò in futuro, però qui lascio spazio al crocerossino che c'è in me che lo vuole "salvare e redimere".
Probabilmente non sarà mai mio, però posso preparare il campo al suo Grande Amore della sua Vita ed essere felice per la sua felicità; mentre io semplicemente mi terrò la solitudine poverina anche lei ha diritto ad un compagno, giusto?
Non mi ama e non mi amerà mai: la verità è questa, né i pianti e né le illusioni cambieranno qualcosa.
Sembro proprio matto e di sicuro lo sono, quindi ho semplicemente accantonato tutte le amarezze e le cose brutte che mi hanno completamente sfibrato, ho intenzione di prendermi quelle piccolissime briciole di felicità che mi darà e poi si vedrà.
Tanto a quanto pare è il mio destino rimanere solo, amen. Una parte di me vorrebbe fuggire via, un po' come feci nel 2008 scappandomene in Francia, infatti oggi ho spedito una raccomandata per partecipare ad un progetto che mi permetterà di stare 3 mesi in Belgio. Le speranze sono poche, così come so che non si risolve nulla scappando, ma totalmente assorbito in una nuova avventura avrei poco tempo per curarmi dei miei affanni. Certo in alternativa posso buttarmi  nella ricerca di un lavoro (insomma nulla di diverso da quello che sto facendo già da un po! E poi chissà se c'è richiesta su Marte?), nello studio o boh in chissà cos'altro ancora.
Sì, sono contorto; sì, la mia coerenza si è buttata sotto un tir in autostrada; e sì, sono un idiota; ma io un'altra soluzione non ce l'ho e neanche la bacchetta magica. Vado a ruota libera e chissà dove finirò e in che condizioni, tanto nel 2012 il mondo finisce secondo i maya e a 'sto punto  un bel chissenefrega ci sta tutto.
DIARI
15 febbraio 2011
Notte agitata e tormenta di neve


Sonni agitati, fantasmi, draghi e un brutto sogno mi hanno lasciato del tutto spossato. Ho sognato un assedio al Palazzo da parte di gente mai vista, gli altri allegri banchettavano facendo festa  all'interno del Palazzo, mentre io indaffarato mi sforzavo di mandare via gli invasori molesti, l'unico conscio dei pericoli imminenti. Più li mandavo via e più tornavano, poi ecco che arriva la cavalleria penso che sarà venuto a salvarmi o quanto meno ad aiutarmi e invece tira semplicemente dritto, lasciandomi lì inerme e indifeso. Non è qui per salvare me, ma per salvare qualcun altro che nemmeno lo ringrazierà. Sono troppo occupato per disperarmi, lo vedo andare via  da solo, sconsolato sul suo cavallo con quel buffo e anacronistico vestito da condottiero seicentesco. Vorrei bloccarlo e invece nulla, poi gli invasori desistono e se ne vanno e a me rimane in bocca solo una grande amarezza.
Mi sveglio sudato, forse avrò mangiato pesante ma ieri sera non ho neanche cenato, la colpa forse è aver scoperto delle piccole bugie che mi hanno ferito, mettendo in moto una revisione automatica di molti fatti sotto una luce completamente diversa che mi hanno portato a passare una notte agitata.

Oggi c'è il sole ed è una bella giornata primaverile, io ho l'inverno nel cuore ed ho tanto freddo.
Sarà forse che mi sento nudo come un verme circondato dalla neve, mentre c'è in atto una tempesta di neve, e sono sul punto di soccombere.
Dopo la delusione iniziale e una notte agitata, alla fine ho anche perdonato quelle bugie e le ho giustificate abbondantemente, ma sarò un paranoico del cavolo mi viene spontaneo chiedermi quanto ci sia del vero in tutto il resto.
Forse sono stato un completo incosciente a buttare su due piedi la mia pesante corazza, però non mi pento di averlo fatto in fondo ho deciso di buttarmi senza paracadute non preoccupandomi di sfracellarmi al suolo, sperando che mi prendesse tra le sue braccia.
Pazienza, mi rialzerò da solo e raccoglierò i miei pezzi come sempre ho fatto.
Mi fa senso il fatto di averlo giustificato, per un momento mi sono immedesimato in chi è vittima di abusi domestici e nonostante i lividi, si ostina a negare l'evidenza, continuando a giustificare il suo carnefice.
Per carità detto così sembra chissà quale grave colpa abbia commesso, niente di tutto ciò. Probabilmente ho scambiato un calesse per un grande amore.
Forse la mia è un'infatuazione, in fondo l'amore cos'è se non una perenne infantuazione?
Si vede che è il mio destino avere amori impossibili. Devo farmi forza, ma non è che si può smettere di amare dalla sera alla mattina, forse è solo la mia stanchezza che ha preso il sopravvento e mi lascia vedere solo le cose brutte dimenticandomi di quelle belle, forse ho bisogno di un'altra notte agitata per riflettere e avere maggiore chiarezza.
Sono solamente un idiota e confermo, ma come si può dire ad un fiume di smettere di scorrere? Così come posso smettere di amarlo?
Saranno quelle piccole bugie, magari dette solo per non far aumentare le mie aspettative o semplicemente per proteggersi, a cambiare quello che sento? No, perché voglio provarci ma in questa lotta impari come posso recuperare lo svantaggio? Ma poi contro chi dovrei combattere?
Alla fine mi sento solo un po' così... spero che mi passi in fretta.

DIARI
30 gennaio 2011
Paturnie



Dal minuto: 7:45 a 8:35 circa

Holly: Io vado pazza per Tiffany e... specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie
Paul: Vuol dire quando è triste?
Holly: No, uno è triste perché si accorge che sta ingrassando o perché piove, ma è diverso. No le paturnie sono orribili. È come un'improvvisa paura di non si sa che. È mai capitato a lei?
Paul: Certo
Holly: Be' in questi casi mi resta solo una cosa da fare prendere un taxi e correre da Tiffany. È un posto che mi calma subito: quei silenzi, quell'aria solenne, lì non può accaderti niente di brutto. Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany... comprerei i mobili e darei al gatto un nome!

Così in Colazione da Tiffany Audrey Hepburn spiegava le paturnie. Sarà che in questi giorni non sto tanto bene, sarà stato lo sbalzo di temperatura e bazzicare in uffici pubblici con i riscaldamenti a palla mentre fuori i pinguini ti fanno ciao... insomma non è il massimo. Sarà colpa dello stress. Sarà perché le brutte notizie quando arrivano, in genere non sono mai sole. Sarà quel che sarà fatto sta che puntuali come un orologio svizzero, sono arrivate le mie paturnie.
Dopo una brutta mattinata passata in bilico a sguazzare tra le mie paturnie (sarò mica bipolare? o distimico? o semplicemente lunatico?), mi sono ripreso nel primo pomeriggio raggiungendo un certo equilibrio, fino a quando all'ora di cena un'innocente telefonata di mio fratello mi ha affossato nelle mie paturnie e tutto perché preso alla sprovvista non ho detto che va tutto bene, ma ho sbiascicato un insomma. Risultato? Pessima cena, pessimo umore, nervi a fior di pelle, tanta rabbia, tanta delusione, tanta ansia e tanti dubbi.
Mi chiedo se riuscirò mai a mettere un punto fermo al passato, mi chiedo se sono stato troppo precipitoso, mi chiedo se ho bruciato le tappe, mi chiedo se sto sbagliando, mi chiedo se riuscirò a portare a termine il mio progetto, mi chiedo se mi sto comportando come uno sciocco, mi chiedo se c'è realmente qualcuno disposto ad amarmi... ecco, in questo momento avrei bisogno anch'io di un luogo come Tiffany, un luogo che mi calmi dalle mie paturnie.


DIARI
25 gennaio 2011
Vado a Canossa


Non mi piace essere duro con te, mio piccolo raggio di sole, né impartirti ordini: sono cose che non appartengono al mio carattere. Vorrei solo farti capire che sto facendo tutto questo per te, perché ritengo che sia solo la cosa più giusta da fare per il tuo bene, anche se ciò non collima col mio. Sai benissimo che potrei tranquillamente gongolare per questa impasse in cui sguazzi e farti  ipocritamente pat pat sulla spalla, ma anche ciò non è nel mio carattere: non voglio mentirti e né mentirmi.
Mi dispiace di essere salito in cattedra a pontificare su cose che conosco solo in parte e senza avere alcun diritto per farlo, ma quando vuoi talmente bene ad una persona, vuoi solo il suo bene e non badi se poi combini disastri.
Ho peccato di superbia e lo ammetto tranquillamente, così come non ho avuto remore a mettermi  disarmato e nudo con te. Non mi vergogno di quello che provo per te perché non c'è nulla di cui mi debba vergognare. Forse non sai la fatica che sto facendo violentandomi, per mostrarmi così come sono senza abbellimenti e ghirigori proprio perché voglio che tu mi accetti per quello che sono e non per una falsata immagine di me.
Non ti chiedo e né ti obbligo di amarmi, ma permettimi di amarti: datti la possibilità di amare e di essere amato. So che sto correndo un alto rischio buttandomi senza paracadute, ne sono consapevole, e se dovessi sfracellarmi al suolo non ho e né nutrirò alcune recriminazioni verso di te, proprio perché sto facendo tutto a mio rischio e pericolo: perché ne vale la pena farlo per te. Sono pazzo, pazzo di te.
Mi dispiace averti rovinato oggi, questa giornata così speciale che aspetti con ansia, non era nelle mie intenzioni essere così sfacciatamente maleducato e cafone, per questo vengo a Canossa a chiedere la tua clemenza e a mia discolpa affermo che ho fatto tutto per la tua felicità, la cosa che mi preme più di tutto al mondo. Avrò sbagliato nei modi, nei tempi e nei luoghi ma non la sostanza, quella non la rinnego. Perdonami se puoi e se vuoi.
Per sempre tuo

Principe Kamar

DIARI
22 gennaio 2011
Quello che non ti ho detto...
Diluvia ma è come se ci fosse il sole. Mi sorprendo a pensarti più di quanto vorrei. La fantasia corre veloce a come sarebbe bella una vita insieme, fatta di piccole cose, di piccoli gesti, di piccoli riti. Sogno un noi, la quotidianità, il calore del tuo corpo sul mio. Tendo l'orecchio sperando di cogliere la tua risata. Immagino il sapore dei tuoi baci, il profumo della tua pelle. Mi diletto nell'attesa e conto i giorni che ci separano. Tutto è così dolce e folle. Non so come spiegarlo, ma sento un'affinità, un sottile filo che ci unisce. Ho una cieca fiducia in te e poi è come se ti conoscessi da sempre. È come se una vocina mi dicesse: sì, è lui quello che cerchi, quello giusto, non lasciartelo scappare. Non so spiegare bene quello che provo perché ho un caos dentro, ma nello stesso tempo non credo di avere mai avuto tanta chiarezza in me. Riesci a darmi una serenità che pensavo perduta per sempre, è come se abbassare le mie difese con  te fosse la cosa più naturale di questo mondo. Non ho ritrosie di alcun tipo e lo so forse vaneggio, ma quello che sogno/immagino con te,  ho come l'impressione che non siano frutto dell'onirico, è come se avessi la certezza che è solo questione di tempo ma si realizzeranno con te.
So che quello che sto facendo è una follia perché completamente irrazionale, probabilmente ho scambiato fischi per fiaschi, forse sono solo un surrogato per colmare le assenze di qualcun altro, non lo so. Non mi importa: sono felice così, per il momento, perché è solo questione di tempo  affinché quel gap che mi frena svanisca nel nulla lasciando spazio alla traduzione delle mie parole in fatti.
Il mio mi piaci molto è sincero e non ingloba tutto quello che vorrei dirti, perché ho ancora quel briciolo di razionalità che mi fa dubitare che io sia l'uomo giusto per te; ma questo mio dubbio nasce dal fatto che attualmente sono solo un mucchio di parole. Insomma quanti sanno dire ti amo e poi ti distruggono riducendoti in mille pezzi? Dimostrartelo è il mio obiettivo.
Ho la certezza che tu sei l'uomo giusto per me (grazie sei praticamente perfetto!), anche se non so dare una spiegazione logica inconfutabile, lo so e basta.
Per questo ho smania di chiudere con il mio passato, perché tu sei il mio presente e voglio costruire il mio futuro con te, mio piccolo raggio di sole.
DIARI
31 dicembre 2010
Dringolare per Amore


Se l'Amore fosse stata una materia scolastica sarei stato rimandato ogni anno. Anzi definirmi una frana è un complimento.
Crescendo qualcosa sull'amore l'ho capito, ho sviluppato una certa sensibilità per capire che x sta flirtando con y e viceversa, che z e w sono innamorati persi ma non riescono a dirselo perché timidi e allora ci vuole un aiutino... insomma roba del genere!
Peccato che tutta questa mia sensibilità e tutto questo mio intuito svaniscano in un lampo se riguardano il sottoscritto; anzi dirò di più subisco una metamorfosi e passo dall'essere un  Casanova onnisciente in materia, all'essere un mix tra un ritardato, Fantozzi e Dorothy Gale, quella del meraviglioso Mago di Oz; e come se non bastasse più una persona mi piace e più divento un caso disperato.
No, non è un'esagerazione è la pura verità! Se una ragazza mi guarda con gli occhioni da Bambi e mi chiede l'ora, gentilmente rispondo e me ne vado, perché per me ha chiesto solo l'orario nonostante chi mi è accanto mi faccia notare che al polso ha un grossissimo orologio funzionante; oppure penso che l'edicolante ci provi con me perché mentre sto comprando un giornale produce una tale quantità di bava che neanche un san Bernardo e invece ha solo un problema di ipersalivazione e nulla più; oppure come quando un tizio mi seguiva insistentemente perché mi aveva scambiato per un ragazzo di vita (solo perché passeggiavo per ingannare l'attesa vicino al cinema-teatro prima che iniziasse lo spettacolo col mio biglietto in mano), non sapendo che quello era  il marciapiede dei marchettari,  l'ho scoperto solo anni dopo quando nella zona due prostituti fecero fuori un cliente, io nella mia ingenuità pensavo che il tizio cercasse solo  il cinema-teatro  per lo spettacolo e che non fosse riuscito a chiedermi delle informazioni perché un cane gli morse il polpaccio prima che potesse chiedermelo. E questi sono solamente alcuni degli esempi che dimostrano come sia negato all'ennesima potenza.
Il perché di tutta questa tiritera? Semplice, perché ho scoperto il verbo del titolo del post: dringolare, che significa esitare, essere indecisi, tentennare; in pratica mi calza a pennello perché è il verbo giusto per me. In amore dringolo che è una bellezza! Ho un caos dentro che fin quando arrivo a capire quello che provo, il treno non solo è passato ma ha già raggiunto la sua meta almeno un paio di volte: ho dei tempi bibblici da paura.
E quindi mi perplimo perché metti caso che incontrassi il Grande Amore della Mia Vita, sarò capace a non dringolare e a tenermelo stretto al volo? Ma ragionando per assurdo che riuscissi a trovarlo, poi per quale motivo dovrebbe scegliere proprio me? Cosa posso offrire che altri non hanno?
Sicuramente il mio amore, il mio cuore e tutto me stesso; ma... non sono già sottintese? Insomma tutti al proprio partner, in genere, offriamo ciò, quindi dove sta la "convenienza" a scegliere proprio me?
Non è che poi sia un adone, né sono un Einstein a livello intellettivo, non sono neanche ricco,  non ho una casa mia e né un lavoro, non sono ancora indipendente dal punto di vista economico e a 30 anni vivo ancora con i miei genitori; non ho arte e né parte devo aggiungere altro? Il quadro generale è disastroso e sinceramente dal punto di vista razionale non mi sceglierei neanche se fossi l'ultimo uomo sulla faccia della terra, quindi perché qualcun altro/a dovrebbe scegliere il sottoscritto?
Ma sempre per assurdo, mettiamo che invece scelga me, quanto potrebbe durare questo rapporto con fondamenta talmente sbilenche da un lato mentre altrettanto forti dall'altro?
Per come la vedo io, un rapporto per durare deve essere paritario fin dall'inizio ma se già parto in deficit (piuttosto grave) e al primo sbuffo di vento naufraga, come potrebbe resistere ad una tempesta? Senza che ci giriamo attorno, in un rapporto non ci sono solo rose e fiori, ci sono pure le spine, i parassiti, la grandine, i vandali, ecc. bisogna nutrirlo ed è inevitabile che ci siano giorni brutti, ma il trucco  per superarli è proprio essere preparati ad affrontarli. Ma se già la partenza è viziata, il resto sarà di conseguenza. Certo un rapporto finisce indipendentemente e l'amore può finire, ma ci sono pure casi in cui l'amore c'è ma sono altre cose che lo portano a morire. Cosa c'è di più brutto, quando un rapporto termina, se non rinfacciarsi le colpe e le mancanze reciproche? Ecco non voglio né rinfacciare e né essere rinfacciato, se il rapporto dovesse terminare.
Ecco perché dringolo, mi perplimo e perché questa notte l'ho passata insonne a rimuginarci sopra inutilmente.

Per carità, sia ben chiaro che non sono depresso e né lamentoso, sto solo buttando nero su bianco dubbi e pensieri; né ho risposte a tali domande, certo vorrei solo riuscire a prendere più decisioni di petto che di testa e magari nel 2011 ci riesco, intanto vi auguro di passare una felicissima serata e un bellissimo 2011, che detto tra noi il 2009 e il 2010 sono stati anni piuttosto brutti e pesanti.

DIARI
23 dicembre 2010
Pensieri striscianti
Inaspettatamente mi ritrovo con un'oretta e mezza di libertà, senza né un libro e né il lettore mp3 per ingannare l'attesa. Decido di camminare un po' e di buttare l'occhio alle vetrine, c'è aria di neve, poche luci, decorazioni tristi, la crisi si sente eccome. Troppa gente, mi viene l'ansia, me ne scappo a gambe levate e mi rifugio nel piccolo parco vicino. Non c'è nulla da fare, ho provato ad ingannare il tempo diversamente, ma alla fin fine mi tocca aspettare da solo e quindi mi tocca riflettere. Cammino su e giù lungo il fiumiciattolo, fa freddo e il vento mi scompiglia i capelli, mi piace. Il rumore del traffico è attutito, sembra di essere in un'altra dimensione, il parco non è curato come al solito e qua e là ci sono rami spezzati dalle scorse nevicate e dal maltempo, è un'atmosfera spettrale.
Non voglio pensare ma lo faccio. Penso! Traccio inevitabilmente un bilancio, non mi piace, ormai lo conosco a memoria e non ha più senso farlo. È buffo, ma ogni volta penso solo alle assenze, ai vuoti a ciò che manca nella mia vita; mai una volta che penso a quello che ho già o a quello che ho dato. Probabilmente perché questi ultimi si danno spesso per scontati ed è più semplice cercare quello che manca piuttosto che fare un elenco di quello che si ha già.
Mi fermo a leggere le scritte sul ponticello di legno, ad immaginare le storie e le emozioni che si celano dietro quelle scritte vandaliche: giuramenti di amicizie eterne, l'emozione del primo bacio, suppliche per ricostruire un rapporto, bilanci d'amore, dichiarazioni d'amore, amori finiti...
Poi ci sono i lucchetti con le date sbiadite e le iniziali, opera di Moccia e della sua omologazione  e banalizzazione dell'amore.
Guardo giù, l'acqua scorre velocemente e intanto penso. Questa volta niente bilanci fallimentari, penso all'amore che ho dato e all'amore che ho ricevuto. Anche qui i conti non tornano, e la domanda inevitabile è: sono stato in grado di amare veramente? Non saprei! Dovrei chiederlo agli amori passati, ma loro mi hanno mai amato? Sinceramente credo di no, ma va bene così.
Continuo a camminare fin quando non trovo una panchina e mi siedo. Pessima idea! Ho freddo, tanto freddo, ma non importa, mi piace questa sensazione di semi-assideramento, forse nevicherà, ho lo sguardo perso nel vuoto. Trovo belli gli alberi storti perché mi assomigliano, vedo in loro la mia stessa voglia di crescere nonostante tutto. Piove lievemente, mi piace sentire l'acqua sulla mia pelle. Scivolano con le gocce i pensieri, rivedo i bivi e le scelte sbagliate, parto con i se e con i ma.
Tempo perso: non si costruisce niente con i se e con i ma! Tento di fare mente locale e di buttare le basi per creare un progetto, ma penso e ripenso e giungo sempre allo stesso punto.
Un'assenza è più molesta delle altre, perché più grande e mi nasconde le altre.
Penso che quello che mi manca, ora più di tutto, è l'amore, ma non uno qualsiasi il Grande Amore della Mia Vita!
Più ci penso, più posso affermare che forse ci sono andato abbastanza vicino, ma non basta. E se non fossi in grado di riconoscerlo? E se non arrivasse in tempo? E se non esistesse? Altri inutili se che mi perseguitano.
Ma poi basterebbe un Grande Amore a risolvere tutto? No, ma sarebbe un gran bel punto di partenza, un modo per rimettersi in gioco, un modo per rischiare nella vita. Sì, un altro nodo è quello: penso troppo quando non dovrei e penso poco quando dovrei farlo. Sto sempre lì a pensare alle conseguenze, più sugli altri che su di me; poi penso alle decisioni che ho preso di petto, senza paracadute. Il bilancio è tendenzialmente positivo, peccato che non sempre le ho fatto fruttare, ma quello è un altro discorso. 
Penso a ciò che mi attende nel futuro, ho un po' paura, penso che dovrei buttarmi nella vita di petto e non di testa, aspetto un Grande Amore che spero non si chiami Godot, intanto cerco di buttare le basi per accoglierlo al meglio.
DIARI
21 novembre 2010
Son così se vi pare


È un periodaccio dove niente va come dovrebbe andare, dove mi scontro contro muri e dove le uscite di sicurezza nascondono solo dei baratri ancora più profondi. Sono costantemente in bilico su di un filo con la tentazione di mollare tutto, fare tabula rasa e ricominciare da zero: nuovo posto, nuovi amici, nuove esperienze, nuova vita.
Poi rinsavisco un po' e penso che non sempre si può fuggire perché prima o poi il passato ritorna e bisogna affrontarlo. Insomma, sono già "fuggito" una volta, credo uno dei periodi più felici degli ultimi tredici anni, dove nonostante qualche piccola bagarre, ero riuscito a raggiungere un mio equilibrio: dove se un giorno mi andava di cantare  o ballare in mezzo alla strada lo facevo senza pensieri; dove potevo trascorrere un'ora a guardare il cielo senza sentirmi in colpa per aver speso un'ora della mia vita disteso sull'erba a guardare le nuvole e a sognare; dove le mie infinite fisime paranoiche non erano altro che una mia caratteristica come gli occhi castani e nulla più; dove avevo fiducia in me, nelle mie capacità, nel mondo e dove progettare un futuro  per me sembrava la cosa più bella di questo mondo, perché accanto c'era la convinzione che questo futuro tanto desiderato fosse tangibile, quasi a portata di mano, che la mia felicità fosse proprio dietro l'angolo; che ogni giorno mi riservasse qualcosa di nuovo da scoprire di me, degli altri, del mondo e pazienza che non sempre fossero cose belle.
Pensavo di essere riuscito a vaccinarmi per il futuro, di essere così forte per ritornare e prendere di nuovo in mano le briglie della mia vita.
Invece, lentamente tutto è tornato come prima e forse pure peggio: ingarbugliato in una somma di scelte per lo più sbagliate che non trovo più mie.

In realtà non era questo il post che avrei voluto e dovuto scrivere, perché ce n'era un'altro che avrebbe dato sfogo alle mie ultime frustrazioni date da un progetto infranto e per l'ennesima volta probabilmente rimandato, dall'essere preso in giro, umiliato, sottovalutato... poi però come dopo una tempesta il mare si acquieta e così anch'io in predo alla tempesta o forse di più alla stanchezza, mi sono fermato e mi sono seduto perché in questo momento non so fare altro.
Ci ho provato senza alcun risultato degno, ma ci ho provato e questo mi rende l'amaro più dolce anche se non cambia niente.
Non mi sto lamentando e né mi sto giustificando, sto solo buttando nero su bianco i miei pensieri per dare loro la libertà che non mi sento di avere, eppure nessuno mi ha incatenato fisicamente. Le mie catene sono invisibili e più difficili da spezzare perché non riesco ad arrivare alle loro origini per spezzarle.

Si dice che ognuno è il padrone del proprio destino costruito mattoncino dopo mattoncino, probabilmente è così, anzi certamente è così. Be' io a quanto pare l'ho costruito a casaccio e ora me lo tengo così com'è, perché al peggio non c'è mai fine ma col tempo subentrerà qualcos'altro che in quel momento mi sembrerà peggiore di quelli precedenti, e così via.
È buffo come invece per i ricordi più belli ciò non avvenga, si vede che sono democratici per natura e amano stare sullo stesso piano.

Non sono pessimista ma neanche ottimista: sono realista. Proprio perché sono realista ho una dannata paura di non essere quello che ho sempre desiderato, mi viene automatico costruirmi muri di diamante da cui vedere il mondo ed essere visto filtrato, resistenti a tal punto da non essere scalfiti.
Non riesco a farmi coinvolgere più di tanto, ci provo, ma ogni volta scatta il freno automatico e l'istinto mi porta a correre il più lontano possibile. Chissà quante cose mi sono perso e mi sto perdendo!
Il mio problema è il tempo: ho bisogno di tempo e non ne ho mai a sufficienza. Sono lento, troppo lento per questa società così frenetica che mi costringe ad aumentare il ritmo con risultati disastrosi, portandomi ad essere un disadattato: sempre fuori luogo, fuori tempo, fuori modo, fuori.
Sto cercando di amarmi, di volermi bene, ma è un po' come pretendere di fare un'immersione nelle fosse delle Marianne con scarponcini da trekking e piccozza o come scalare l'Everest con pinne, fucile ed occhiali; ma si fa quel che si può.
Sono alla disperata ricerca di me stesso, di quello che voglio per il mio futuro.
Mi sento come un novello Indiana Jones che parte per una nuova avventura, solo che la mia bussola si è rotta e la mia cartina geografica è solo un immenso foglio bianco con un bel punto interrogativo in mezzo.
Cerco i pezzi del mio puzzle per ritrovare me stesso, la mia libertà, la mia forza che so di avere smarrito da qualche parte. Cerco di sconfiggere le mie paure che mi stritolano, cerco di andare avanti, cerco  di ricostruire ciò che ho costruito così maldestramente.
Ho bisogno di svegliarmi, di avere voglia di rimettermi ogni giorno in gioco, di avere la voglia di scoprire, di essere di nuovo curioso della vita, ma soprattutto di essere concreto nella buona e nella cattiva sorte, ho bisogno di me solo che mi secca ammetterlo.
Sono così se vi pare, altrimenti fa lo stesso.

DIARI
3 settembre 2010
Grigio


Il vento che scompiglia le foglie mi porta la nostalgia dei ricordi.
Le gocce di pioggia scivolano via ad una ad una portando con sé il mio entusiasmo.
Il freddo mi riporta quel senso angosciante di apatia e di indolenza.
Il buio illumina l'immenso senso di vuoto e di solitudine che mi accompagna.


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permalink | inviato da Principe Kamar il 3/9/2010 alle 19:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
DIARI
13 agosto 2010
Pezzi di cuore


Nell'era di internet prendo dei miei pezzetti di cuore e li chiudo in un post, sarà di certo meno romantico di un messaggio in bottiglia ma di sicuro il web offre la possibilità di sfuggire ai limiti imposti dalle correnti marine e di raggiungere posti inimmaginabili.
Questo post non ha un senso e né un significato nascosto, chi doveva riceverlo l'ha ricevuto, l'ha letto e mi ha pure risposto.
Ormai entrambi i messaggi stavano ammuffendo nella mia mailbox e allora ho deciso di lasciarli andare via, senza pretese.
In quello che ho scritto ci credevo, c'ho creduto e ci credo ancora.
Preferisco lasciare libere le parole di vagare nello spazio e nel tempo proprio come si lascia andare via un figlio quando ha raggiunto l'età giusta per proseguire da solo il suo cammino, così lascio andare via questo amore cresciuto tanto bello quanto impossibile perché non ricambiato.
Ma l'Amore vero quello con la A maiuscola è sempre bello e non c'è nulla di cui vergognarsi e così voglio scolpire queste parole per cercare di non dimenticare che non bisogna avere paura dei propri sentimenti.
Ho scelto questo messaggio, con la relativa risposta, perché è stato quello che ho riscritto e cancellato più volte, quello in cui ho messo da parte ogni mia ritrosia ed ho lasciato libero il cuore; quello che mi è venuto alla mente ieri in una calda notte estiva insonne.


Mer. 26 Luglio 2006 - 22:38

Ciao M****, come stai? Spero bene e che ti stia divertendo in vacanza in Liguria.
Quando leggerai questo messaggio sarai già tornato a casa e la tua vacanza sarà entrata nei tuoi ricordi belli (almeno lo spero ).
Sicuramente ti chiederai il perché invece di mandartelo subito tramite sms o di telefonarti, preferisco scrivertelo qui... come avrai già notato sono un po' suonato.
Quando mi hai salutato mi ero promesso di non pensarti per tutta la settimana, una specie di "disintossicazione" da te, ma soprattutto pur avendo il tuo numero voglio essere forte e non chiamarti e né mandarti un messaggio, sia perché non voglio scocciarti ora che sei finalmente in vacanza, sia per cercare di capire un po' me stesso e sia perché voglio dimostrare a me stesso che non dipendo da te.
Sto cercando in tutti i modi di essere occupato a fare qualsiasi cosa pur di non pensarti, ma non appena mi fermo non posso fare a meno di farlo, di chiedermi chissà che cosa stai facendo adesso e se almeno un millesimo di secondo al giorno mi pensi un pizzichino... non posso fare a meno di te, mi manchi tanto... eppure non sono trascorse 48 ore dalla nostra ultima chiaccherata.
Non puoi neanche immaginare quanti messaggi ho scritto e poi ho cancellato poco prima di inviarteli, perché non mi sembrava giusto essere così invadente nella tua vita, magari proprio in questo momento hai trovato la persona giusta della tua vita e io non me lo perdonerei mai se con un mio sms ti facessi perdere quest'occasione. In fondo io chi sono per intrufolarmi nella vita degli altri e pretendere? E poi pretendere cosa?
Lo so sono sciocco, ma l'amore rende sciocchi e la paura di scottarsi ti rende ancora più sciocco.
Non so se il mio è amore, vero amore, ma almeno sono sicuro della sincerità e della genuinità dei miei sentimenti verso di te: ti voglio bene e per me sei una persona importante della mia vita. Lo so che è buffo e strano voler bene a un perfetto sconosciuto, ma credo che sia la magia di questo sito a fare questi effetti. Ancora non ho chiaro che ruolo hai nella mia vita, se un semplice amico o molto di più, l'unica certezza è che per me sei importante e in questo momento della mia vita HO BISOGNO DI TE.
Sono uno stupidino a scrivere queste cose e a farmi queste paranoie, ma tu mi hai insegnato che non bisogna aver paura dei propri sentimenti e che non bisogna reprimere le proprie emozioni... ed eccomi quindi qua a scrivere questo messaggio di botto, senza rileggerlo per evitare un mio ripensamento e la sua eventuale cancellatura, quindi scusami se ci sono degli errori o dei refusi, ma credo che sia importante che tu lo sappia che ti penso, nonostante inutilmente stia facendo di tutto per distrarmi da te, e che aspetto con ansia il tuo ritorno. Non puoi immaginare che gioia ho provato in quel tuo squillo e scusami se non ti ho risposto subito, ma amleticamente mi dibattevo sull'ignorarti o meno. Ma come si può ignorare una persona così bella, così preziosa, così rara, così speciale? E alla fine ho ceduto... non so se ti manderò degli sms o se deciderò di scriverli e poi conservarli, son quasi tentato da ricopiartene qualcuno ma sono così sciocchi e ti annoierebbero, preferisco lasciarli al vento magari qualcuno arriverà da te piuttosto che chiuderli nel mio cuore. Mi sa che sto diventando esageratamente melenso, ma non posso farne a meno, mi fai questo effetto.
Non so che darei per vederti ora di nascosto solo per un secondo, giusto il tempo di un piccolo respiro.
E come per magia mi hai appena fatto uno squillo, sono la persona più felice e più fortunata della terra. Dormirò con il telefonino sul cuore pensando a te, non potrò averti vicino fisicamente, ma spiritualmente sì.
Spero di essere fortunato e di sognarti questa notte.
Forse leggendo questo messaggio ti verrà da ridere e mi considererai un pazzo, ma io son fatto così.
Se questo è un sogno non voglio svegliarmi.
Grazie di esistere
Con tantissimo affetto
F********


Ven. 4 Agosto 2006 - 02:14

Sei il ragazzo più dolce che io conosca. Ho letto i tuoi messaggi 5 volte e sembra non averne abbastanza. L'ho stampato per averlo vicino al letto e leggero con calma nuovamente prima di dormire e come vedi...
sono qui! di ritorno, ma tranquillo, non sei uscito dalla testa di M****.
Grazie per il Misha... Bellissimo ti ringrazio. Mi piacerebbe poi che me lo insegnassi a scrivere. Che ne dici puoi farlo?
Dai che ci vediamo presto. Ti lascio per il momento perchè il sonno mi prende, ma presto ci sentiamo.
Baci ballerino.
M****
P.S. Hai la capacità di rapire le persone con le tue parole, è giusto che tu lo sappia


Sto cercando di lasciarti andare anche se per me è veramente difficile, ti auguro tutta la felicità di questo mondo quella che evidentemente non sono riuscito a darti io, quello che spero ti darà il tuo attuale ragazzo. Va' e sii felice!!!
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