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PrincipeKamar
Blog semi-serio di un Principe dalle Mille e Una Notte
 
 

Il mio profilo al 27/11/2005 data di nascita di questo blog:
Sono il Principe Kamar, figlio di re Shariman, erede al trono del Regno delle Isole Kalidan, attualmente in terra "straniera" (l'Italia), alla ricerca del mio grande amore la principessa Budur. Dopo lunghe avventure dalle Mille e una Notte, costernate di gioie e di dolori, dove il pericolo è sempre in agguato, riuscirò con l'aiuto dei Ginn e il provvidenziale aiuto della loro principessa Maimuna, a vivere come ogni fiaba si rispetti "e vissero felici e contenti"? Lo scopriremo insieme...
Seguite le mie avventure strampalate nel mio magico mondo, perché in fondo anch'io «Sono come il vento, non dirò mai che sono in procinto di partire perché, come il vento, non potrò mai dire: eccomi sto per arrivare». (Antonio Gades)

Il mio profilo oggi al 04/09/2009:
Per leggerlo clicca QUI.

I miei interessi
Amo la danza, l'arte e tutta la cultura in generale. Adoro ballare, leggere e sognare.
I sogni sono le uniche cose che mi sono rimaste e che mi mantegono ancora a galla in questa complicata e caotica vita moderna.

PER CONTATTARMI: principekamar[AT]gmail.com
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27 aprile 2011
Cose così
  • Mi domando se qualcuno sia riuscito a trovare un lavoro tramite l'ufficio per l'impiego perché se aspetto che me lo cerchino loro non mi basteranno neanche una decina di reincarnazioni.
  • Interi pannelli ricoperti di bandi di concorso scaduti da almeno 6 mesi è da considerarsi arte astratta?
  • Sono stato tanto così (lascia un centimetro di spazio tra pollice e indice) dal comprarmi la mia crema antirughe, dimenticandomi che non ho ancora (per fortuna) neanche una ruga.
  • Finalmente sono arrivate le foto della laurea, la prossima volta prenderò una banconota da 50 euro e due da 20 euro e le brucerò, credo che rimarrò più soddisfatto; ora devo pure scervellarmi per occultarle tanto che sono brutte.
  • Ho un entusiasmo e un'energia pari a quello di un bradipo emo, in più ho ripescato un maglione invernale col collo alla dolce vita e siamo solo al 27 aprile: non ce la posso fare.

DIARI
23 marzo 2011
Esorcismo e scongiuri


Questa sera mi hanno candidamente e caldamente consigliato di ricorrere ad un esorcismo, altrimenti non si spiega tutta la serie di sventure che incombono sul mio capo. A mio parere, invece, più che un esorcismo avrei bisogno di frequentare gente un bel po' meno stronza, passatemi questo francesismo, ma soprattutto professionale.
Detto ciò, sono ridotto uno straccio, non mi ricordo una cippa lippa della mia presentazione orale della tesi. Ho molto sonno e non sono neanche le 20.30; comunque vada domani pomeriggio sarà un successo, se poi volete venirmi a trovare le porte del Palazzo sono aperte e aspettano solo voi. Non so se domani riuscirò a scrivere qualcosina, incrociatevi per me che ne ho un bel po' bisogno. Spero di fare una bella figura, di non avere una crisi di panico e ansia.
Se non dovessi tornare su questi lidi o è successa la fine del mondo, o sono fuggito con il Grande Amore della Mia Vita o semplicemente sono collassato durante la seduta di laurea.
Baci e abbracci a tutti! =)
DIARI
8 marzo 2011
La buona novella


Lo so, sono sparito per un po' ma ho la giustificazione, lo giuro sulla testa del Nano di HarDcore!
Son due giorni che sembra di stare a Trieste con la bora, fa un freddo cane.
Detto ciò, passiamo alle buone notizie: la prima è che sabato è nata Anna la bimba di CampodiGirasoli auguroni alla mamma e al papà; la seconda è che a quanto pare mi laureo questo mese.
Per chi non sapesse le mie ultime peripezie universitarie, basti sapere che giovedì sera ricevo il via libera per stampare la tesi anche se il giorno dopo devo andare a ricevimento dall'assistente per le ultime correzioni sull'ultimo capito, ma nonostante tutto riesco a farmi firmare  le copertine dei cd e i frontespizi cartacei della tesi. Venerdì, dopo un'estenuante ora e mezza in cui avrei compiuto volentieri più di un omicidio, il prof decide che prima di farmi laureare deve leggere la mia introduzione già corretta (alla pene di segugio dal suo assistente), ovviamente non gli piace e devo mandargliela tramite mail e lui sabato mattina mi risponderà dandomi o meno il nulla osta e dandomi le correzioni. Il santo ragazzo della copisteria avrebbe aspettato sabato mattina fino alle 13, poi non sarebbe stato più in grado di stamparmela per lunedì mattina (ultimo giorno di consegna). Ovviamente la mail sabato non è arrivata, di conseguenza vado in copisteria cercando un modo per risolvere l'empasse, in fondo sono solo due pagine e rinunciare per loro alla laurea mi urta, dopo un lungo tira e molla decido un colpo di testa e la faccio stampare lo stesso male che vada avrò tre splendidi ed eleganti fermaporta più due nuovi frisbee con cui giocare!
Sabato passo dall'euforia di una scelta avventata ai sensi di colpa, domenica mattina passo allo stato menefreghismo puro e per non pensarci troppo mi do alle pulizie ossessive compulsive complice il fatto che a pranzo sarebbe venuta la famiglia del ragazzo di mia sorella.
Alle 11,26 ricevo la mail del prof con le correzioni, ergo meno male che l'ho fatta stampare altrimenti non ce l'avrei mai fatta a consegnare in tempo. Ieri mattina ho fatto tagliare la pagina con le correzioni (12 parole da togliere e un 9 da aggiungere) e aggiunta la nuova, poi di corsa in segreteria per timbrarle e poi via a consegnare le copie, terminando ieri sera con la consegna al prof che dice eh ma non c'era mica tutta questa fretta! Un paio di giorni di proroga li concedono sempre! Seeeeeeee io sono fortunello inside ovvio che questa volta non sarebbe stato così, ma insomma mi sono tolto il pensiero, ora manca solo la presentazione in powerpoint e i lucidi (visto che non si sa se avrò il video proiettore o meno e provateci voi a spiegare dei grafici senza mostrarli).
Sono praticamente distrutto e in meno di una settimana ho perso 3 chili, peccato che sicuramente domenica col banchetto luculliano li avrò ripresi tutti.
Ancora non ci credo, probabilmente ci crederò solo dopo che avrò discusso la tesi devo solo resistere fino a quel giorno e poi posso chiudere questo capitolo.
Grazie a tutti per il sostegno!

Ps: il video non c'azzecca un'acca, ma mi faceva ridere e per questo l'ho messo ad inizio del post.
DIARI
5 marzo 2011
Nero


Perché al peggio non c'è mai fine.
DIARI
4 marzo 2011
La mia fine è segnata!

Ecco se non ricevo entro domani mattina, prima delle 13 la mail del mio relatore con la correzione relativa all'introduzione della mia tesi e il nulla osta per poterla stampare sono letteralmente e senza tanti francesismi FOTTUTTO!!! Addio discussione tesi a marzo, addio possibilità di andare tre mesi in Belgio, addio sogni di chiudere un passato poco piacevole, addio sogni di un nuovo inizio, addio mondo crudele!

Ps: tutto rinviato per l'ennesima volta a maggio e a me viene solo da piangere, perché quante parti di me moriranno fino alla fine di maggio?

DIARI
1 marzo 2011
Alla fine di questa settimana la mia vita si autodistruggerà!


Allora da dove comincio a raccontare? Sono successe un bel po' di cose, ma ci provo lo stesso.

  1. Questione Tesi: all'assistente piace molto la mia tesi e ciò è un bene; ma non mi dà il nulla osta per portarla in copisteria perché deve finire di leggerla e ciò è un male. Le sue correzioni sono "ridicole" del tipo che mi ha cambiato alcuni titoli di alcuni paragrafi, mi ha fatto unire un paio di paragrafi; mi ha fatto separarne due; fatto fare una marea di grafici inutili e di tabelle che non avete idea, senza parlare dei commenti singoli inutili e ciò non so se sia un bene o un male. Continua a dirmi di non preoccuparmi che c'è tempo e che mi laurerò a marzo tranquillamente, tanto la tesi la devo consegnare lunedì 7 marzo e ciò è un male perché sta per finire martedì e lui ancora tergiversa. La mia tesi è parecchio lunga ed è formata da 287 pagine solo perché ho ridotto il carattere delle miriadi tabelle che avevo costruito e in cui riportavo i dati delle analisi effettuate; altrimenti prima superava abbondantemente le 320 pagine. In copisteria in 24 ore te la stampano sia cartaceamente che sui cd, peccato che in genere con i nuovi ordinamenti le tesi triennali non superino le 30/50 pagine, mentre quelle magistrali non superino in media le 100/150 pagine e ciò non so se sia un bene o un male. Per stampare la copia con le pseudo correzioni ho cambiato due volte la cartuccia nera alla stampante, per fortuna quella a colori ha retto, la prima stava già finendo ma una quarantina di pagine me le ha stampate, nella terza ho dovuto stampare le ultime dieci pagine perché la seconda ha fatto caput in anticipo e ciò è un male. Porca miseria ogni cartuccia costa circa 20 euro, 3 euro circa una risma di carta, rischio di andare in bancarotta e lui, l'assistente con la faccia da bronzo che fa rima con str**zo ripete come un disco rotto c'è tempo non preoccuparti e ciò è male all'ennesima potenza perché non posso nemmeno fan**lizzarlo e ciò è un male. Le copie cartacee e sui cd dovrebbero essere firmate dal professore, oltre che da me, prima di essere timbrate dalla segreteria studenti e smistate nei quattro punti cardinali del campus; ma io non riesco a portarla in copisteria e lunedì scade il tempo e ciò è un male. Oltre a ciò non posso nemmeno portargli i frontespizi e i cd per farmeli firmare in anticipo visto che non si è nemmeno certi del titolo definitivo della mia tesi e ciò è un male; quindi non posso nemmeno compilare il modello 32, obbligatorio e non modificabile, con il titolo definitvo della tesi e ciò è un male. Nel limbo in cui sono piombato o dovrei dire nell'inferno in cui mi ritrovo, non ho ancora consegnato il tesserino della biblioteca e quindi niente certificato in cui si dichiara che non ho carichi pendenti poiché c'è la possibilità, ma spero di no, che la mia laurea slitti, per l'ennesima volta, a maggio e ciò è un male ma toglietemi tutto ma non il tesserino della biblioteca, soprattutto se mi dovessi laureare a maggio.
  2. Questione Amore che fa rima con Cuore: è dura ammetterlo, ma mi manca da morire più di quanto immaginassi e la cosa mi spaventa da morire ma nello stesso tempo mi rasserena e mi dà forza. Però mi sento uno scemo che non avete idea, perché mi sa che è un sentimento a senso unico il mio (sai che novità!) e ciò è un male, o meglio è un bene da un lato ma un male dall'altro. Non so se debba sperare di disinnamorarmi o sperare che si innamori di me e ciò non so se sia un bene o un male.
  3. Questione Famiglia: il Re avrebbe voluto portare la Regina a fare una visita ufficiale al Genio e consorte che vivono per lavoro in Toscana, principalmente per svincolarsi da impegni ufficiosi di una pallosità inimmaginabile. Siccome la Regina è freddolosa, il tempo poco favorevole e poi tanto tra un po' se dovessi laurearmi scenderebbero qui nel Regno nelle Isole Kalidan per il lieto evento, ha detto no ed ora se ne pente amaramente e per non sentirsi meno in colpa mi usa come scusa perché non poteva lasciarmi/ci solo/i in questo bailamme e ciò è un male. Dunque, questo fine settimana, che speravo di vivere in assoluta libertà e cazzeggio totale, è pieno zeppo di impegni ufficiosi e ufficiali di una noia e di un'etichetta che non vi dico: tra una maxi-festa il sabato, un battesimo domenica e sempre domenica i suoceri di mia sorella verranno a pranzo e ciò è un male anche perché come al solito al mio fianco non ci sarà nessuno; per giunta è carnevale ed io non lo amo più di tanto.
  4. Questione Belgio: ma possibile che la ricevuta di ritorno di una raccomandata spedita più di una settimana fa non riesca a fare 5 chilometri scarsi entro domani a mezzogiorno? A quanto pare sì (grazie Poste Italiane!) e ciò è un male perché devo trovare una nuova exit strategy.
  5. Questione Libro che c'è ma non si sa dov'è: la settimana scorsa con la scusa di consegnare due libri della tesi alla biblioteca nazionale, decido di prendermi in prestito un libro di poesie di Kavafis e un romanzo di Isherwood. Insomma, devo pur nutrire il mio cervello o no? Ecco, credo che avrei fatto prima a fare una seduta spiritica e chiedere ad entrambi di decantarmi le loro opere, salvo poi magari non capirli perché non parlerebbero di certo italiano. Mi hanno tacciato per un visionario fin quando ho mostrato sul catalogo on line l'esatta posizione del libro di Kavafis, ma nulla sembra essersi volatilizzato e ciò è un male. Confido nella fiera di san Giuseppe il 19 marzo, ma tu bibliotecaria sei più impedita di me con il pc vai in pensione, please.
  6.  Questione Tinta: grazie alla tesi ho un bel po' di capelli bianchi in più e ciò è un male perché sono pure zitello. Avrei pensato di barare ricorrendo a qualche tinta, meches, colpi di sole e Dio solo sa che cosa per nasconderli; poi ho visto una serie di uomini con tinte fatte male, roba che definirli ridicoli è un complimento ed ho cambiato idea e ciò è un bene, confido nel ritorno del moro una volta discussa la tesi o una cura stile Bordeaux  (il Belgio potrebbe andare anche bene!) che una volta tornato sembravo ringiovanito di anni e con neanche un capello bianco.
  7. Questione Gente stramba e le cuffie del lettore mp3: ora se indosso le cuffie ed ho la musica a palla superando la soglia del dolore, perché non sentivo un'acca di quello che cantavano ma sentivo le urla beduine dei maschi intenti a fare la ruota come il pavone? e ciò è un male. Ora se indosso le cuffie e ascolto musica, sarà forse perché non ho alcuna voglia di socializzare e che sono inca**ato come una iena, giusto? E allora perché mi parli, nonostante i miei monosillabi scocciati non capisci che voglio stare solo? e ciò è un male. Ora una tizia in palestra deve convincere il marito che lei quando era una ragazzina sapeva fare la spaccata e vuole che gliela insegni e ciò non so se sia un bene o un male. Può una spaccata cambiare la tua vita? Può salvare un matrimonio? Non sarebbe meglio imparare tutto il kamasutra o dare sfogo alla fantasia? e ciò non so se sia un bene o un male. Credo che gliela insegnerò ma mi farò pagare, insomma i soldi non sono i migliori amici di un ragazzo? Devo pur coprire le spese extra per le cartucce e per le risme di carta e ciò è un bene. Ma un dubbio mi assale e ciò è un male: che razza di composto chimico per capelli usava il tizio che correva sul tappeto e per poco non ci lasciava le penne? Non si sono mossi di un millimetro ed erano talmente unti che potevi strizzarli e condirci l'insalata e so problemi! Insomma alla fine della fiera dubito che riuscirò a sopravvivere a questa settimana e che quindi la mia vita si autodistruggerà al termine di essa vi ho voluto bene e grazie per le impennate di visite al blog in questi giorni non me l'aspettavo e ciò è un bene.
musica
27 febbraio 2011
Gymnopédies 3



Sono gli ultimi sforzi, non devo mollare, la stanchezza si fa sentire. Le correzioni alla tesi non stanno né in cielo e né in terra ma devo soddisfare i capricci dell'assistente caprone che non risponde neanche alle mail. Quindi domani dove, come e quando devo portargli a visionare le "sue correzioni"?
A me viene da piangere, il nervosismo l'ho già terminato da un pezzo, mentre l'ansia la vendo a tonnellate.
Entro lunedì prossimo devo consegnare la tesi firmata e timbrata; io ancora la devo portare a stampare e Dio solo sa quando lo potrò fare; figuriamoci farmela firmare.
Che amarezza!
DIARI
19 febbraio 2011
Oggi sciopero!


A quanto pare il mio corpo ha preso alla lettera questa scritta vandalica, spero solo che sia il residuo della stanchezza  e non influenza o un allergia visto il persistente senso di nausea e mal di stomaco; in più una pressione più bassa del solito e dunque oggi sono in sciopero, purtroppo.
DIARI
17 febbraio 2011
Il mio pargoletto
Sono letteralmente distrutto, quindi spero che mi perdonerete se non vi rispondo alle mail, né ai commenti del blog e né passo a leggere i vostri blog.
L'adrenalina ha lasciato posto al resto, ed ora mi sento devastato. Comunque alla fine oggi ho consegnato l'ultima parte della tesi all'assistente che nonostante abbia avuto più di un mese per correggere i primi due capitoli e almeno 15 per il secondo ancora non si è degnato di leggerla. Bah!
Spero solo che mi faccia laureare a marzo, anche perché quando ha fatto la battuta simpatica che non avrebbe fatto laureare nessuno, compreso gli altri due o tre suoi misteriosi tesisti, sono sbiancato subito e per poco non gli svenivo: tra notti insonni e quasi a digiuno è già un miracolo che mi muovevo e parlavo normalmente.
Mi ha detto che forse mi contatterà tramite mail, altrimenti ci si vede giovedì prossimo. se vi dico che non mi ricordo più un tubo di quello che c'ho scritto e di quello che avrei voluto scrivere ma poi non l'ho fatto sia per mancanza di tempo e sia perché divagavo troppo. Spero che tutta questa faticaccia ne valga la pena.
Spero solo che non mi faccia fare i salti mortali per consegnare in tempo la tesi stampata, firmata e timbrata. Ora ho bisogno più che mai di energie positive, spero pure che non mi dica che il mio pargoletto non sia troppo cresciutello visto che ad occhi e croce sono 215 pagine, più bibliografia, sitografia e indice supero abbondantemente le 220 pagine; se dovessi allargare ulteriormente i margini è  un disastro.
Prima che crolli sulla tastiera del pc facendomi un tatuaggio sul viso chiudo qui. Buona serata a tutti!

DIARI
11 febbraio 2011
Mamma mia come sto


Giusto per rendere l'idea nella mia stanza regna il caos: libri, fotocopie, quaderni, appunti e fogli sono ovunque. E quando dico ovunque, intendo proprio ovunque: credo che tolto ovviamente il soffitto  e pareti (i post-it non li conto) causa forza di gravità e nell'armadio, ma solo perché  ancora non ho avuto la brillante idea di riempirlo di tutte le cose che ho appena elencato. Logico pure che la mia stanza sia diventata un ricettacolo di polvere talmente spessa che si può tagliare col coltello: che vergogna!
Ma poi ne vogliamo parlare del sottoscritto? Sono in condizioni tali che farei diventare monaca la più ninfomane del pianeta e frate il più sessuomane della terra. In pratica alla fine passo solo al restauro nel momento in cui sono costretto ad uscire da Palazzo solo per ragioni di decoro perché in fondo in fondo anch'io ho ancora un briciolo di dignità, ma non facciamolo sapere troppo in giro.
Ora il fatto che, per ragioni di forza maggiore, sia sciatto, trasandato e viva in un porcile di per sé sono già antitetiche col mio carattere pignolo, ordinato e perfettino; e già un po' mi girano;  a questo si aggiunge il fatto che mentre illustravo all'assistente come stavo portando avanti l'analisi e la raccolta dati nella mia tesi, quest'ultimo mi fissava con lo sguardo alla Mara Carfagna con gli occhi della lepre che vede i fari del tir come dice Lucianina Littizzetto.
Giuro che per una frazione di secondo ho avuto la tentazione di chiedergli di ripetermi quanto avessi appena detto. Ho capito che sei un caprone arrogante, ignorante e pieno di sé ma porca miseria fingi di capire e cerca di buttare giù due parole sensate.
E come se non bastasse, gli ho chiesto un appuntamento prima di giovedì prossimo per permettergli di "correggermi" il mio quarto ed ultimo capitolo della tesi con più calma e lui in tutta risposta mi mostra una pila di pseudo-tesi (secondo me erano delle dispense), in più mi mostra "tre" tesi con l'astina grigia, dicendomi che deve correggere anche quelle e che proprio prima  di giovedì non può. Non so cosa mi abbia trattenuto dallo scoppiare a ridergli in faccia perché si dà il caso che quelle "tre tesi" rappresentino ¾ della mia tesi, visto che sono i miei primi tre capitoli.
Quindi, nonostante siano passati quindici giorni per i primi due capitoli e una settimana per il terzo lui non ha ancora letto un bel niente, però mi ha chiesto di cambiare i riferimenti bibliografici perché ho usato la versione vecchia dettatami dal mio relatore in persona; come se una parentesi tonda fosse di vitale importanza.
Per la cronaca i primi tre capitoli in totale fanno 136 pagine, il quarto ed ultimo prevedo di arrivare a scriverne al massimo una settantina, ma ancora non so quanto spazio occupano tutti i dati raccolti, le tabelle, i grafici, ecc. ora se mi dovessero dire che la tesi è troppo lunga gliela faccio ingoiare; ancora non ho contato le cartucce cambiate alla stampante, ma credo che siano tre.
Mi sa che è colpa mia la distruzione della foresta Amazzonica, con tutta la carta che sto consumando.
Spero solo che quell'idiota mi faccia laureare, che poi non mi legga la tesi chissenefrega!
DIARI
4 febbraio 2011
Non so che titolo mettere: abbiate pietà di me!


Tesoro mio, mi manchi tantissimo.Senza di te i giorni sembrano settimane, le settimane mesi, i mesi anni, gli anni secoli, i secoli... hai capito il concetto.

Sono praticamente distrutto ma sopravvissuto: ho consegnato i documenti e forse risolto gli errori in segreteria. Ora non mi resta che finire il lavoro sporco e se tutto va bene devo reggere fino a giovedì prossimo. Certo se qualcuno si degnasse di rispondere alla mia mail (un nome a caso tu scemunito di un assistente), sarebbe una cosa molto gradita. Spero che nel post laurea mi ritorni la memoria altrimenti sono fritto: non faccio altro che ripetere sempre le stesse domande e dimenticare immediatamente le risposte, mando messaggi e faccio telefonate col pensiero, perdo le cose che sono sempre al solito posto ma non le vedo, vivo in uno mondo spazio-temporale tutto mio...
Devo tenere duro un altro po'; sì se vi state domandando il significato della vignetta di Snoopy è solo perché mi piaceva e perché mi manca. Chi? Cosa? Come? Dove? Perché? E quando? Li lascio all'immaginazione di chi butterà un occhio su queste righe.
DIARI
3 febbraio 2011
Incrociamo le dita


Sono così stanco che rischio di crollare da un momento all'altro, comunque a quanto pare forse qualcosa incomincia a girare per il verso giusto. Mi attende una settimana di fuoco, e giusto per non farmi mancare niente domani passerò la mattinata nel magico mondo della burocrazia universitaria, ma mi tocca e spero anche per la penultima volta. Intanto incrocio le dita, visto che qua non appena incomincio a vedere il traguardo come minimo capita uno tsnunami.
DIARI
16 gennaio 2011
Annaspare


Mi sento come se mi avessero buttato in mare aperto
 e poi mi avessero detto che da qualche parte c'è la riva: arrangiati!
Allora annaspo, sguazzo, smuovo un sacco d'acqua,
 nuoto, provo ad arrivare a riva col rischio di annegare.

Prima o poi arriverò a riva.

 Ma perché non posso poi mandare a quel paese
 chi mi ha buttato in mare senza salvagente?
Anzi, a quanto pare dovrò pue ringraziarli
calorosamente per averlo fatto.

Trovo tutto ciò ingiusto
e molto ipocrito.

DIARI
12 gennaio 2011
In bilico


Sospeso tra il continuare a camminare sul filo del rasoio, lasciarmi cadere o tornare in dietro.
Mi urta non potermi muovere secondo le mie priorità che spesso cozzano con i miei obblighi.
Allora vado avanti pur sapendo che la scelta più saggia sarebbe tornare al punto di partenza, sbrigare le altre mie priorità e poi passare ai miei obblighi con mente e cuore più sereni.
 Si sa adoro complicarmi la vita, allora impiego il doppio, mi stanco il triplo e continuo a camminare sul filo con un pizzico di amarezza, turandomi il naso e sforzandomi di liquidare in quattro e quattro otto i miei obblighi per dare finalmente spazio alle mie vere priorità.


Senza troppi giri di parole: ecco, mi sento un po' un vermiciattolo a dover mettere per un attimo da parte gli amici, anche solo per un paio di giorni, per finire un capitolo della tesi che aborro con tutto me stesso e che butterei dentro la campana della carta senza pensarci due volte.
Ora sì che posso riprendere a scrivere quello obbrobrio!

DIARI
16 dicembre 2010
Neve e boh!
Sto guardando via web Anno Zero, con molte pause, giusto per farmi del male. Che amarezza, ho un nervoso! Intanto tento di intrattenere delle public relation via chat con gli amici lontanti, la linea fa le bizze, la stragrande maggioranza dei siti web dell'università non funzionano. Fa freddo, un po' nevica, poi smette, poi riprende. L'unica cosa che mi consola è che ho mangiato la scirubetta (di cui rimando ad una foto dimostrativa cliccando qui), fatta con neve e mosto cotto anche se quella tradizionale è fatta rigorosamente con melassa di fichi, ma l'avevo finita.
Ho un sacco di sonno arretrato, un sacco di dvd da guardare, un sacco di libri da leggere, un sacco di amici a cui ho promesso come un marinaio che sarei andato a trovarli, una tesi da finire, un lavoro in regola da trovare, il Grande Amore della Mia Vita da cercare...
Avrei tante cose da fare, ma boh! In questo momento è proprio la voglia che non c'è. Si può bloccare il tempo finché ritrovo la voglia di andare avanti?

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permalink | inviato da Principe Kamar il 16/12/2010 alle 23:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
DIARI
21 novembre 2010
Son così se vi pare


È un periodaccio dove niente va come dovrebbe andare, dove mi scontro contro muri e dove le uscite di sicurezza nascondono solo dei baratri ancora più profondi. Sono costantemente in bilico su di un filo con la tentazione di mollare tutto, fare tabula rasa e ricominciare da zero: nuovo posto, nuovi amici, nuove esperienze, nuova vita.
Poi rinsavisco un po' e penso che non sempre si può fuggire perché prima o poi il passato ritorna e bisogna affrontarlo. Insomma, sono già "fuggito" una volta, credo uno dei periodi più felici degli ultimi tredici anni, dove nonostante qualche piccola bagarre, ero riuscito a raggiungere un mio equilibrio: dove se un giorno mi andava di cantare  o ballare in mezzo alla strada lo facevo senza pensieri; dove potevo trascorrere un'ora a guardare il cielo senza sentirmi in colpa per aver speso un'ora della mia vita disteso sull'erba a guardare le nuvole e a sognare; dove le mie infinite fisime paranoiche non erano altro che una mia caratteristica come gli occhi castani e nulla più; dove avevo fiducia in me, nelle mie capacità, nel mondo e dove progettare un futuro  per me sembrava la cosa più bella di questo mondo, perché accanto c'era la convinzione che questo futuro tanto desiderato fosse tangibile, quasi a portata di mano, che la mia felicità fosse proprio dietro l'angolo; che ogni giorno mi riservasse qualcosa di nuovo da scoprire di me, degli altri, del mondo e pazienza che non sempre fossero cose belle.
Pensavo di essere riuscito a vaccinarmi per il futuro, di essere così forte per ritornare e prendere di nuovo in mano le briglie della mia vita.
Invece, lentamente tutto è tornato come prima e forse pure peggio: ingarbugliato in una somma di scelte per lo più sbagliate che non trovo più mie.

In realtà non era questo il post che avrei voluto e dovuto scrivere, perché ce n'era un'altro che avrebbe dato sfogo alle mie ultime frustrazioni date da un progetto infranto e per l'ennesima volta probabilmente rimandato, dall'essere preso in giro, umiliato, sottovalutato... poi però come dopo una tempesta il mare si acquieta e così anch'io in predo alla tempesta o forse di più alla stanchezza, mi sono fermato e mi sono seduto perché in questo momento non so fare altro.
Ci ho provato senza alcun risultato degno, ma ci ho provato e questo mi rende l'amaro più dolce anche se non cambia niente.
Non mi sto lamentando e né mi sto giustificando, sto solo buttando nero su bianco i miei pensieri per dare loro la libertà che non mi sento di avere, eppure nessuno mi ha incatenato fisicamente. Le mie catene sono invisibili e più difficili da spezzare perché non riesco ad arrivare alle loro origini per spezzarle.

Si dice che ognuno è il padrone del proprio destino costruito mattoncino dopo mattoncino, probabilmente è così, anzi certamente è così. Be' io a quanto pare l'ho costruito a casaccio e ora me lo tengo così com'è, perché al peggio non c'è mai fine ma col tempo subentrerà qualcos'altro che in quel momento mi sembrerà peggiore di quelli precedenti, e così via.
È buffo come invece per i ricordi più belli ciò non avvenga, si vede che sono democratici per natura e amano stare sullo stesso piano.

Non sono pessimista ma neanche ottimista: sono realista. Proprio perché sono realista ho una dannata paura di non essere quello che ho sempre desiderato, mi viene automatico costruirmi muri di diamante da cui vedere il mondo ed essere visto filtrato, resistenti a tal punto da non essere scalfiti.
Non riesco a farmi coinvolgere più di tanto, ci provo, ma ogni volta scatta il freno automatico e l'istinto mi porta a correre il più lontano possibile. Chissà quante cose mi sono perso e mi sto perdendo!
Il mio problema è il tempo: ho bisogno di tempo e non ne ho mai a sufficienza. Sono lento, troppo lento per questa società così frenetica che mi costringe ad aumentare il ritmo con risultati disastrosi, portandomi ad essere un disadattato: sempre fuori luogo, fuori tempo, fuori modo, fuori.
Sto cercando di amarmi, di volermi bene, ma è un po' come pretendere di fare un'immersione nelle fosse delle Marianne con scarponcini da trekking e piccozza o come scalare l'Everest con pinne, fucile ed occhiali; ma si fa quel che si può.
Sono alla disperata ricerca di me stesso, di quello che voglio per il mio futuro.
Mi sento come un novello Indiana Jones che parte per una nuova avventura, solo che la mia bussola si è rotta e la mia cartina geografica è solo un immenso foglio bianco con un bel punto interrogativo in mezzo.
Cerco i pezzi del mio puzzle per ritrovare me stesso, la mia libertà, la mia forza che so di avere smarrito da qualche parte. Cerco di sconfiggere le mie paure che mi stritolano, cerco di andare avanti, cerco  di ricostruire ciò che ho costruito così maldestramente.
Ho bisogno di svegliarmi, di avere voglia di rimettermi ogni giorno in gioco, di avere la voglia di scoprire, di essere di nuovo curioso della vita, ma soprattutto di essere concreto nella buona e nella cattiva sorte, ho bisogno di me solo che mi secca ammetterlo.
Sono così se vi pare, altrimenti fa lo stesso.

DIARI
10 novembre 2010
Rush finale


Ansia a mille.
Stanchezza incalzante.
Pignoleria perenne,
Cambio idea fulmineamente.
Scrivo e cancello, riscrivo e ricancello.
La luce in fondo al tunnel mi sembra sempre più lontana.
Sopravviverò anche a questo, almeno credo.
DIARI
3 novembre 2010
Chi si ferma è perduto


Sono così stanco che se smettessi di correre un po' crollerei in un batter d'occhio.
Se mi fermassi a riflettere sarebbe la fine.
Se tirassi le somme i conti non tornerebbero.
Ho bisogno di credere al castello di menzogne che sto costruendo, mattoncino dopo mattoncino, perché non sono sufficientemente forte.
1 + 1 non fa necessariamente 2: nel mio caso è sempre e solo 1.
Devo essere più egoista ed egocentrico perché sono 1.
È una faticaccia autoconvincersi che essere 1 è la cosa migliore che mi potesse capitare.
Mi devo abituare perché cosa potrei offrire in questa bolgia di "mercato" della vita dove si incontrano le domande e le offerte?
Su due piedi è spontaneo rispondere
niente!
Forse non è così, ma se come prima risposta mi viene in mente
niente, be' è più che ragionevole che il mio risultato sia sempre e solo 1.
Ho bisogno di nuovi stimoli, di nuove avventure.
Scappare non risolverà niente, ma servirà a prendere tempo che non ho, a ricaricare energie.
È buffo, ma l'altrui felicità mi ferisce perché accresce il baratro tra ciò che potrei avere e ciò che in realtà non ho e che probabilmente non avrò mai.
Più questo baratro si amplia e più mi perdo, più mi perdo più tralascio piccoli pezzi di me.
È un circolo vizioso dove non riesco a distinguere dove finisce il mio
IO reale e dove inizia il mio IO virtuale creato dalle aspettative e dalle attese degli altri nei miei confronti.
Non mi resta che continuare a recitare che tutto va bene, ormai sono talmente abituato che parto in automatico, credo sia la cosa che mi riesce meglio.
Ho paura di un altro black out, del cupo nero opprimente, e non so cosa fare.
 So solo che
devo correre per sfuggire al terreno che si sgretola sotto i mei piedi.
So solo che devo trovare in me la forza per reagire a tutta questa stanchezza, a tutto questo mal di vivere che mi stritola e che non mi fa andare avanti
.
DIARI
27 ottobre 2010
Tra due mesi esatti
Tra due mesi esatti non succede proprio un bel niente, più che altro mi serve a ricordarmi lo scorrere del tempo; a ricordarmi che gli obiettivi  che mi ero prefissato sono come i gamberi un passo avanti e tre dietro. Sono stanco, vorrei dormire cent'anni per poi svegliarmi e trovare tutto già fatto, tutto già risolto. Ho bisogno di una pausa e non posso proprio permettermelo. Sono indeciso se accettare o meno un'uscita collettiva, sabato, con la scusa della fiera (o festival? Boh! Insomma quella roba lì) del cioccolato; non vorrei passare per asociale ma il mio lato razionale propende per il rifiuto, quello irrazionale e ingenuo è già lì. Vorrei solo non dover fare da tappezzeria come l'ultima volta e passare una serata in completa spensieratezza. Chino il capo e ammetto che sto trascurando un po' alcuni amici, ma anche con l'ausilio delle nuove tecnologie darsi appuntamento in chat tutti insieme appassionatamente è un'impresa ardua e aggiornarsi sulla quotidianità sembra diventata una fatica d'Ercole. So che è inevitabile crescendo, però proprio ora che è un periodo di cambiamenti per tutti il bisogno di esserci non è derogabile. Non so se ci riesco, ma intanto ci provo.

Ps: giusto per il gusto di andare fuori tema ecco due link interessanti:
  1. Clicca qui per visitare virtualmente la Cappella Sistina;
  2. Clicca qui invece se vuoi leggere  una riflessione profonda sul tema dell'omofobia nata da una discussione sul coming out di Tiziano Ferro; è l'intervento di Marino, per intenderci il terz'ultimo intervento di tutto il thread.

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permalink | inviato da Principe Kamar il 27/10/2010 alle 23:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
DIARI
4 maggio 2010
Amarezza in pillole
Mi sento morire.
       Vorrei morire.
              Vorrei che la terra si aprisse e mi inghiottisse.
                    Vorrei essere colpito da un fulmine a ciel sereno.
                                                 
La mia autostima è in caduta libera.

Eppure, mi basterebbe pochissimo per risalire:

passare l'ultimo esame (due scritti e due orali);
ricevere una telefonata e firmare il contratto;                                                      
ritrovare la spensieretezza;
insomma essere felice.                                                                                      

                                      
Ma non accadrà niente di tutto ciò, ormai dovrei esserci abituato e averci fatto il callo.            
   

Ma come posso dare l'anima
e riuscire a credere
che tutto sia più o meno facile
quando è impossibile
volevo essere più forte...

DIARI
9 febbraio 2010
Me lo chiedo da un bel po'...


Le principesse salvano i cuccioli.
I principi salvano le principesse.

Ma i principi... chi cazzo li salva?





Avrei bisogno di qualcuno che mi salvasse da me stesso.
Sono stanco di aspettare che qualcuno mi salvi.
Non è che qualcuno ha un manuale for dummies di auto-salvataggio da prestarmi?
Nell'attesa che qualcuno mi salvi, vedo di provvedere da me che è meglio visto che già il finale è andato a puttane da un pezzo e se aspetto ancora verrano debellati ad uno ad uno tutti i coprotagonisti.
Intanto la principessa Budur è morta da un pezzo, se di noia, d'overdose o suicida è un mistero,
ancora gli sceneggiatori e il regista non hanno deciso come far evolvere la trama e il Principe Kamar è stanco di riciclare le battutte.
.. diciamo che è stanco e basta va!
DIARI
10 gennaio 2010
Vorrei capire...


  • quando ho smesso di avere in mano le redini della mia vita andando allo sbaraglio,
  • quando ho incominciato a vivere una vita non mia,
  • quando mi sono calato a recitare una parte che non mi appartiene e che non mi si addice,
  • quando terminerà questo grande bluff,
  • ma soprattutto quando ho incominciato a portare una maschera per difendermi.
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