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PrincipeKamar
Blog semi-serio di un Principe dalle Mille e Una Notte
 
 

Il mio profilo al 27/11/2005 data di nascita di questo blog:
Sono il Principe Kamar, figlio di re Shariman, erede al trono del Regno delle Isole Kalidan, attualmente in terra "straniera" (l'Italia), alla ricerca del mio grande amore la principessa Budur. Dopo lunghe avventure dalle Mille e una Notte, costernate di gioie e di dolori, dove il pericolo è sempre in agguato, riuscirò con l'aiuto dei Ginn e il provvidenziale aiuto della loro principessa Maimuna, a vivere come ogni fiaba si rispetti "e vissero felici e contenti"? Lo scopriremo insieme...
Seguite le mie avventure strampalate nel mio magico mondo, perché in fondo anch'io «Sono come il vento, non dirò mai che sono in procinto di partire perché, come il vento, non potrò mai dire: eccomi sto per arrivare». (Antonio Gades)

Il mio profilo oggi al 04/09/2009:
Per leggerlo clicca QUI.

I miei interessi
Amo la danza, l'arte e tutta la cultura in generale. Adoro ballare, leggere e sognare.
I sogni sono le uniche cose che mi sono rimaste e che mi mantegono ancora a galla in questa complicata e caotica vita moderna.

PER CONTATTARMI: principekamar[AT]gmail.com
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cinema
14 marzo 2011
Black Swan (Il cigno nero)



Su questo film di Darren Aronofsky il mondo si è diviso in due tra: chi l'osanna come capolavoro della cinematografia mondiale e chi invece lo trova un'emerita schifezza.
Ovviamente trattandosi di un film che parla di danza non potevo fare a meno di non vederlo e mi sembra giusto mettere nero su bianco le mie osservazioni.
Innanzitutto concordo con quanto detto dalla signora Fracci, la più grande ballerina italiana di tutti i tempi, ossia: «Non vedevo l'ora che finisse» (clicca qui per andare alla sua intervista completa). Sì, perché per me è un'emerita schifezza, di una banalità impressionante e pieno zeppo di luoghi comuni. Non mi intendo di cinema, ma qualcosina di danza la so e le mie critiche riguarderanno solo quella parte.

  1. Perché scegliere come protagonista Natalie Portman (che ha vinto un Oscar a mio parere immotivatamente perché ha la stessa espressione contrita dall'inizio alla fine tranne  in un paio di scene, ma ha sempre quell'espressione del tipo oddio ma che sto a fa' qui?) e non una VERA ballerina?
  2. Anche se la Portman ha studiato da piccina un po' di danza, no non è lei che balla durante il film. Anzi ad essere sinceri non credo che abbia i requisiti fisici per fare la ballerina classica poiché mi sembra che abbia una schiena piuttosto rigida e brutte spalle, con un acceno di scoliosi. Qui la prova degli effetti speciali:
  3. Le ballerine che fanno da controfigura alla Portman e a Mila Kunis sono per la prima Kimberly Prosa (che non balla ma fa da sosia) e Sarah Lane (solista dell'American Ballet Theatre); mentre per la seconda Maria Riccetto (solista anche lei dell'ABT).
  4. Innanzitutto per fare la ballerina o il ballerino occorre avere molto coraggio perché è una professione che deve assolutamente piacerti, inoltre è una professione precaria basata sul fisico, nonché flessibile che richiede uno studio continuo e una ricerca della perfezione maniacale. Insomma se non hai fegato non puoi resistere e fare questa professione. Il detto che la danza è di tutti ma non per tutti è una massima veritiera. Nina la protagonista del film nella realtà non avrebbe mai retto alla pressione e già qua il film fa acqua.
  5. L'anoressia nella danza esiste, ma nel caso del film è un cliché poiché a certi livelli elevati, così come quelli richiesti dal New York City Ballet; è un "lusso" che non ci si può permettere. Un ballerino è legato indissolubimente al fisico, una corretta alimentazione è una condicio sine qua non, ergo Nina non può essere anoressica a quel livello poiché non sarebbe in grado di sopportare gli sforzi fisici ed estenuanti delle prove. Nel film si allude che sia una malattia che con alti e bassi colpisce frequentemente Nina, ma una compagnia seria non può permettersi ballerini "instabili".
  6. Il cliché della ballerina che vive nel mondo rosa confetto è assimilabile nelle menti bacate delle bimbeminKia; spesso le ballerine sono donne toste perché è un mestiere tosto, molto ma molto faticoso che richiede molti sacrifici. Nina è troppo "rintronata" per essere vera e credibile.
  7. Il rapporto conflittuale con la mamma, be' quanti genitori riversono i propri sogni non realizzati sui figli? Al posto della mamma ex ballerina di fila fallita avremmo potuto mettere un padre ex calciatore dilettante o quello che vi pare e non sarebbe cambiato un bel niente.
  8. La "nomina" di Nina a principal ossia il grado più alto nella scala gerarchica della carriera è ridicolo, poiché non è solo il coreografo che si alza la mattina e decide tutto facendo il bello e il cattivo tempo. Non può sostituire la precedente principal così come se niente fosse: è poco credibile. Premettendo che di solito prima di arrivare al massimo livello della carriera occorre aver ballato spesso ruoli solistici, cosa che Nina non ha mai fatto. Insomma chi nominerebbe sulla fiducia, senza aver prima sperimentato? Possibile che solo all'ultimo momento si decida chi debba essere la sostituta? Ma allora stiamo parlando di una grande compagnia o di una compagnia di provincia di infima categoria? Le regole non sono fisse, ma prima di diventare principal o étoile, in genere, bisogna aver passato tutti i livelli o quanto meno essere stati nominati solisti previo un concorso pubblico e non quella robetta di provino all'acqua di rose.
  9. Il mondo della danza è molto competitivo, i posti di lavoro sono inferiori all'eccesso di offerta. Per dirla tutta, il mondo della danza è un covo di vipere o serpi velenosi, ma né più e né meno di ogni posto di lavoro in cui ci sia una certa competizione per salire di grado.
  10. Vogliamo parlare del tatuaggio della Kunis? Nessuna ballerina classica potrebbe avere un tatuaggio così enorme e sulla schiena. Anche se lo coprisse col fondotinta e/o con i cerotti si noterebbe troppo. In più nel partneraggio creerebbe molti problemi di stabilità al ballerino nelle prese, soprattutto con il sudore. Insomma è impensabile!
  11. Idem per quegli ingombranti orecchini con cui Nina si presenta all'audizione o i capelli sciolti di Lily: la danza classica è disciplina così come avviene nella carriera militare. Lily non sarebbe mai entrata in compagnia: troppo ribelle per entrare come corpo di ballo.
  12. Il duplice ruolo di Odette (il cigno bianco) e di Odile (il cigno nero) è uno dei ruoli più difficili del repertorio classico, proprio perché diametralmente distanti. E no, Odile non è la gemella cattiva di Odette, bensì una creatura malvagia di Rothbart (in alcuni casi viene definita addirittura sua figlia). Nel lago, in genere, Sigfrido ha giurato eterno amore a Odette, quel giuramento spezzerà l'incantesimo; ma al momento del ballo in cui Sigfrido dovrà scegliere sua moglie scambia Odile per Odette, e indica Odile come sua futura sposa. Il giuramento è stato tradito, Sigfrido vede in lontananza Odette e capisce l'inganno e poi bla bla bla (non voglio mica rovinarvi il finale). Ci sono vari finali: a) quello in cui muore Sigfrido cercando di salvare Odette (esempio versione Nureyev); b) quello in cui muoiono entrambi ma i loro spiriti si ricongiungono in cielo; c) Sigfrido sconfigge il malvagio Rothbart, spezza l'incantesimo e vive felice e contento con Odette ritornata per sempre umana. Varie sono le trasposizioni di questo balletto tra cui si segnala quella di Bourne in cui i cigni sono tutti maschi e si discosta molto dallo stereotipo del cigno fragile ed insicuro, offrendo invece una chiave di lettura di cigni animaleschi; ambientato in una corte che ricorda molto quella inglese (insomma questo sì che bisogna vederlo altro che questo film!).
Mi sembra di aver detto tutto, comunque se si volesse avere una visione reale ,senza peli sulla lingua, del mondo della danza si rimanda al libro (che ancora non ho letto ma che fonti affidabili definiscono da leggere assolutamente) della ballerina scaligera Mariafrancesca Garritano, che ho conosciuto secoli fa, in arte Mary Garret La verità, vi prego, sulla danza! edito da Italia Press.

Ps: Natalie Portman aspetta un bambino da Benjamin Millepied, il coreografo che ha curato le coreografie quasi inesistenti che si vedono nel film nonché il ballerino che interpreta il principe; suo attuale fidanzato.
danza
2 novembre 2010
La morte in tutù (I parte)
Essendo oggi il giorno dedicato alla Commemorazione dei Defunti, ho deciso di scrivere un post sulle morti "poco convezionali" di alcuni ballerini, giusto per rimanere in tema col mal tempo e per inaugurare sul blog questa nuova rubrica sulla Danza e il Balletto, cercando di arginare la deriva troppo sentimentale di quest'ultimo, giusto per darmi delle arie da pseudo intellettuale.

Iniziamo con Emma Livry (nella foto in basso a sinistra in Le Papillon), nome d'arte di Emma-Marie Emarot (24 settembre 1842 - 26 luglio 1863), l'ultima grande ballerina romantica nonché allieva prediletta di Maria Taglioni per la quale coreografò la sua prima ed ultima coreografia Le Papillon su musiche di Jacques Offenbach, dove mostrava il suo eccezionale ballon (termine francese con il quale si indica la capacità di saltare restando sospesa in aria per alcuni istanti). L'importanza di Emma Livry è data dal fatto che era la prima ballerina francese a trionfare sul palco dell'Opéra di Parigi dopo decenni di predominio incontrastato delle ballerine italiane.

   

Ma facciamo un passo indietro dando un'occhiata all'illuminotecnica del tempo, fin quando nei teatri non giunse l'energia elettrica, il palcoscenico era illuminato da candele poggiate su specchi concavi per ampliarne la luminosità e poi successivamente dalle pericolose lampade a gas che spinsero dopo la terribile morte sul palcoscenico della giovane promessa inglese Clara Webster (1821- 17 dicembre 1844; il suo costume prese fuoco mentre ballava La rivolta dell'harem di fronte agli occhi atterriti degli spettatori, fino a quando non intervene un macchinista che le si buttò addosso cercando di spegnere le fiamme. Lo spettacolo continuò minimizzando l'incidente e rassicurando gli spettatori che Clara stesse bene. Morì due giorni dopo per le ustioni riportate), a tenere dei secchi d'acqua pieni e coperte per stroncare sul nascere eventuali incendi. In più, si cercò di creare dei costumi ignifughi che prendessero fuoco il più lentamente possibile; purtroppo tali costumi avevano il difetto di essere piuttosto rigidi e giallini togliendo quindi quell'effetto etereo che si cercava di ricreare nel balletto romantico e nelle sue creature fantastiche; per questo molte ballerine non lo usarono.
Emma Livry
fu fra queste, infatti, firmò una liberatoria per non usarlo, e il 15 novembre 1862 durante le prove dell'opera lirica La Muette de Portici (La Muta di Portici) di Daniel Auber, in cui mimava e ballava alcuni pezzi, il suo costume prese fuoco e a nulla valsero i tentativi di spegnerlo. Morì otto mesi più tardi in seguito alle gravi ustioni riportate tra atroci sofferenze, da allora fino all'avvento dell'elettricità durante ogni recita si tenevano delle coperte imbevute d'acqua per spegnere le fiamme. Paradossalmente Emma Livry viene ricordata più che per il suo grandissimo talento per la sua orribile morte, che in un certo qual senso oscurò quella della sua collega Clara Webster (nella foto in alto a destra in La jolie fille de Gand cioè La Bella di Gand) accaduta vent'anni prima.
Con Emma si può affermare che muore l'ultima  grande ballerina romantica; oggi, una parte della cintura e un lembo di tessuto del suo tutù sono conservati in una teca del Museo dell'Opéra di Parigi. Oggi, è sepolta a Montmartre, nello stesso cimitero dove riposano dei grandi artisti come Vestris, Degas, Nijinsky e Gautier solo per citarne alcuni.


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