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PrincipeKamar
Blog semi-serio di un Principe dalle Mille e Una Notte
 
 

Il mio profilo al 27/11/2005 data di nascita di questo blog:
Sono il Principe Kamar, figlio di re Shariman, erede al trono del Regno delle Isole Kalidan, attualmente in terra "straniera" (l'Italia), alla ricerca del mio grande amore la principessa Budur. Dopo lunghe avventure dalle Mille e una Notte, costernate di gioie e di dolori, dove il pericolo è sempre in agguato, riuscirò con l'aiuto dei Ginn e il provvidenziale aiuto della loro principessa Maimuna, a vivere come ogni fiaba si rispetti "e vissero felici e contenti"? Lo scopriremo insieme...
Seguite le mie avventure strampalate nel mio magico mondo, perché in fondo anch'io «Sono come il vento, non dirò mai che sono in procinto di partire perché, come il vento, non potrò mai dire: eccomi sto per arrivare». (Antonio Gades)

Il mio profilo oggi al 04/09/2009:
Per leggerlo clicca QUI.

I miei interessi
Amo la danza, l'arte e tutta la cultura in generale. Adoro ballare, leggere e sognare.
I sogni sono le uniche cose che mi sono rimaste e che mi mantegono ancora a galla in questa complicata e caotica vita moderna.

PER CONTATTARMI: principekamar[AT]gmail.com
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DIARI
31 maggio 2011
Mi incazzo quando:


  1. non vengo preso sul serio mentre sto facendo un Discorso serio;
  2. viene intaccata/messo in dubbio/si prende in giro la mia professionalità, la mia dignità e la sincerità dei miei sentimenti;
  3. la mia troppa disponibilità viene scambiata per coglionaggine;
  4. si abusa della mia fiducia, della mia pazienza e della mia disponibilità;
  5. estranei si sentono in diritto di fare progetti sulla mia vita al posto mio e senza il mio consenso;
  6. estranei si sentono in diritto di giudicare la mia vita e le mie scelte senza sapere assolutamente nulla di me;
  7. mi rifilano balle stratosferiche che non stanno né in cielo e né in terra;
  8. mi compatiscono e provano pietà di me;
  9. sento discorsi di aria fritta di pseudo-esperti su argomenti su cui sono molto ferrato;
  10. mi fissano/mi guardano e non pagano il biglietto;
  11. mi rifilano inviti di cortesia mentre lampeggia un cartellone luminoso con su scritto no, tu no;
  12. tocco l'ipocrisia con mano;
  13. c'è chi gioca sporco non rispettando le regole;
  14. lavoro e non mi pagano;
  15. non solo lavoro gratis ma non ricevo neanche un grazie;
  16. la gente mi mente spudoratamente senza ritegno e senza coerenza;
  17. rimando a domani e invece dovrei farlo oggi;
  18. faccio spallucce e invece ci sono rimasto malissimo;
  19. penso prima agli altri e poi a me stesso;
  20. commetto sempre gli stessi errori;
  21. le mie domande rimangono senza risposta;
  22. fingo che va tutto bene e non va bene un cazzo;
  23. i miei progetti vanno a puttane, pardon ad escort;
  24. mi amo troppo poco o per niente.
POLITICA
30 maggio 2011
Dress Code Politico


Tempo fa ai microfoni di Radio2, al programma Un giorno da pecora, l'essere immondo qui sopra raffigurato pronunciò seraficamente:
“Se Luigi De Magistris va al ballottaggio mi suicido, ma non ci arriverà, non si è mai visto un magistrato che arriva a fare il sindaco di una grande città”.
Siccome spero che per una volta nella sua vita sia di parola e quindi, coerentemente a quanto affermato, si suicidi, mi preme una domanda:
Qual è il dress code giusto per assistere al suo suicidio?
Non posso mica presentarmi impreparato a questo evento mondano! Metti caso che altre cariatidi della politica e gentaglia come il nano fardato decidano di levarsi fuori dalle ball non sarebbe il caso di preparare un libello con le indicazioni sul dress code giusto per queste occasioni?
musica
29 maggio 2011
Pena de l'Alma



Che farò lontan da te pena dell'anima
senza vederti, senza averti, né guardarti
anche lontano non vorrò dimenticarti
anche se è ormai impossibil il nostro amor

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Come negar che ti amo vita mia?
Come togliermi in petto questa passion?

E a veder che crudel destino ora ne viene
ma che l'ombra ora ci prenda più mi addolora
Il mio cuore mi dice che non può seguirti ancora
e nemmeno questa angustia sopportar

Come levar alle stelle via il bagliore?
Come impedir che corra il fiume al mare?
Come negar che soffre il petto mio?
Come levar dall'anima questa passion?

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?

Vinicio Capossela (Pena de l'alma - Album: Ovunque proteggi - Anno: 2006)

DIARI
28 maggio 2011
Questioni di trucco


Velina Mora: Sai perché sono truccata da questa mattina?
Principe Kamar: Perché speravi di incontrarlo e invece lui non si è fatto vivo?
Velina Mora: No, per non piangere. C'è qualcosa di più brutto di una bella ragazza col trucco sbavato dal pianto?
Principe Kamar: Hai ragione, così non piangi. Ma che risolvi? Tanto ci stai male lo stesso!
Istruttrice Figa: Non è peggio? Almeno se piangi ti sfoghi, anche se non cambierà niente.


Cara Velina Mora,
potrei farti trattati su trattati sugli amori infelici perché nel campo sono un'istituzione mondiale, per non dire un un vero esperto di fama mondiale.
Non sei l'unica che soffre per amore, né sei la prima e né sarai l'ultima. Un abbraccio non si nega a nessuno, ma sappi che mi irrita questo ritenerti la più infelice sulla faccia della terra, proprio perché c'è chi sta peggio di te e non lo dimostra nella vita reale perché non ha bisogno di essere compatito e allora su la maschera da cazzeggiatore in side mentre in realtà dentro sei talmente devastato che è già un miracolo il fatto di respirare autonomamente.
Non meravigliarti se a volte come ieri sera non riesco a mettere bene la maschera felice e capita anche a me di far trasparire le mie emozioni negative.
A un litigio c'è rimedio, ma a un amore non ricambiato né dio e né i miracoli possono farci qualcosa. Forse solo il tempo potrà lenire un po' il dolore che mi consuma lentamente, ma tu che puoi alza la cornetta e appiana le divergenze.



DIARI
27 maggio 2011
Le fate ignoranti


[...] per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto non posso, ma anche per quelle in cui mi hai detto ritornerò.
Sempre in attesa, posso chiamare la mia pazienza "amore"?
La tua fata ignorante.

È da ieri sera che ci penso e da questa mattina che mi sento un verme: non avrei dovuto fare l'ennesima cazzata. Mi lascio prendere dall'istinto e non penso alle conseguenze. Ormai non posso rimediare a quello che ho fatto e riporto ciò come promemoria per evitare altre mie mancanze. Egoisticamente ho pensato a me e ai miei bisogni, ma ciò non toglie che sei sempre nei miei pensieri e preoccuparmi per te è inevitabile proprio perché ti amo. So che non basta e so che tu non provi niente per me se non un'amicizia e forse neanche quella. Ti amo e lo scrivo in bianco perché so che quello che provo per te, ti ferisce. Probabilmente non leggerai mai queste righe, ma ho bisogno di dirtelo.
Francesco
DIARI
26 maggio 2011
La quiete


Oggi giorno di quiete dopo un martedì e un mercoledì frenetici. Mi godo un meritato riposo mattutino di puro cazzeggio per ricaricare le pile perché da oggi pomeriggio si ricomincia. Intanto, mi rendo conto che:
  • se mi prendendo poco sul serio anche i bocconi amari scivolano giù facilmente, risulto più simpatico e meno acido-da-scopa-conficcata-nel-derrière;
  • martedì sera prima lezione di step gestita da solo anche se con coreografie non mie: un successo e lo scettro del comando mi piace assai;
  • mercoledì mattina ho partecipato alla presentazione di un libro banale sull'ovvio del mio ex relatore di tesi, giusto per fare un po' di pubbliche relazioni, e per la prima volta ho pensato meno male che abito in Culonia e non nel capuologo di provincia, perché ai ballottaggi di domenica non sarei riuscito ad andare a votare nemmeno turandomi il naso: tra uno di destra plurifallito e uno di sinistra pappa&ciccia con gente poco raccomandabile (vedi cricca dell'Aquila), l'astensione sembra la scelta migliore;
  • qualche volta la fortuna si ricorda di me, ora basta solo prepararsi a quello che mi chiederà indietro di sacrificare;
  • ho gli ormoni a palla che stanno sull'ottovolante perché se ieri mi fossi lasciato andare: la mattina avrei concupito il bel ragazzo rosso, l'unica cosa che mi ha reso la presentazione gradevole; il pomeriggio mi sono perso nel verde degli occhi di un neomaggiorenne e mentre mi parlava sognavo di rotolarmi (e non solo) con lui su prati verdi e lussureggianti come i suoi occhi; mi sono perso nel viso solare di una ragazza mora, mentre la immaginavo con me sulla spiaggia tra le mie braccia al tramonto; infine mi sono perso dietro il lato selvaggio e rude di un ragazzo con un sorriso dolcissimo. Ovvio che me li sarei fatti tutti e quattro, rischiando con gli ultimi tre dato i quasi 10 anni di differenza;
  • non è saggio fare esami con i due bonazzi del pomeriggio di fronte, soprattutto perché avrei buttato il pc dal tavolo e avrei utilizzato quest'ultimo come base d'appoggio per spiegare cos'è l'amore fisico; per fortuna la bonazza era distante, altrimenti non avrei combinato proprio un tubo. Giustamente perché il karma deve equilibrarsi, il resto dei candidati li avrei fotografati per usarli come armi di distruzione di massa: non credo che il tempo riesca a fare tutti questi miracoli.
  • Comunque essere notato da due su quattro, vuol dire che non sono proprio un cesso e se fossi stato più spavaldo con OcchiVerdi avrei combinato qualcosa. Sì, ma cosa? Non mi aiuta nemmeno il fatto che non mi ricordo il suo nome, però ricordo che fa il liceo scientifico e che è nato il 21 dicembre. Mannaggia a me!
  • In realtà parlo parlo ma alla fine non faccio niente perché... [COMPLETATE CON FRASE A PIACERE perché ho fatto voto di non parlarne più su questo blog ma voi lettori siete in gamba e sapete che 2+2=4; intanto mi appresto a fare l'ennesima cazzata].
musica
25 maggio 2011
La forza della vita



Anche quando ci buttiamo via
per rabbia o per vigliaccheria,
per un amore inconsolabile.
Anche quando in casa è il posto più invivibile
e piangi e non lo sai che cosa vuoi.
Credi c'è una forza in noi amore mio
più forte dello scintillio
di questo mondo pazzo e inutile,
è più forte di una morte incomprensibile
e di questa nostalgia che non ci lascia mai.
Quando toccherai il fondo con le dita,
a un tratto sentirai la forza della vita
che ti trascinerà con sé.
Amore non lo sai vedrai
una via d'uscita c'è.
Anche quando mangi per dolore
e nel silenzio senti il cuore
come un rumore insopportabile,
e non vuoi più alzarti e ll mondo
è irraggiungibile.
E anche quando la speranza
oramai non basterà,
c'è una volontà che questa morte sfida.
È la nostra dignità,
la forza della vita
che non si chiede mai cos'è l'eternità
anche se c'è chi la offende
o chi le vende l'aldilà.
E quando sentirai che afferra te tue dita,
la riconoscerai la forza della vita
che ti trascinerà con sé.
Non lasciarti andare mai,
non lasciarmi senza te,
anche dentro alle prigioni
della nostra ipocrisia,
anche in fondo agli ospedali
nella nuova malattia,
c'è una forza che ti guarda
e che riconoscerai,
è la forza più testarda che c'è in noi
che sogna e non si arrende mai.
È la volontà
più fragile e infinita
la nostra dignità
Amore mio è la forza della vita.
La forza della vita
che non si chiede mai
cos'è l'eternità,
ma che lotta tutti i giorni insieme a noi
finché non finirà.
Quando sentirai
la forza è dentro di noi
che afferra le tue dita
Amore mio prima o poi la sentirai,
la riconoscerai
la forza della vita
la forza della vita
che ti trascinerà con sé
che sussurra intenerita:
"Guarda ancora quanta vita c'è!".


Paolo Vallesi (La forza della vita - Album: La forza della vita - Anno: 1992)
CULTURA
24 maggio 2011
Pillole di saggezza 25
«Abdicare ai propri sogni è una colpa imperdonabile»
Pupi Avati


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DIARI
23 maggio 2011
Come l'Araba Fenice...


... anch'io risorgo dalle mie ceneri e sono pronto a voltare pagina, ergo niente Spagna.
Sto tentando di cambiare tutto ciò che non va, anche se è un'impresa titanica.
Per ora sono più i momenti no, ma devo assolutamente riuscire a risalire la china.
Intanto come termine ultimo metto dicembre 2011, in alternativa posso sempre arruolarmi nella legione straniera o fare un doppio carpiato dal cavalcavia dell'autostrada vicino casa.
Chi vivrà vedrà!

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DIARI
17 maggio 2011
Non era così che...


Non era così che immaginavo il mio post-laurea: il senso di vuoto che mi assale, lo sconforto, quel dolore che mi opprime il petto e non va via, quell'onnipresente senso di smarrimento e di essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato, di essere completamente sbagliato.
Sono deluso da tutto e da tutti, da me stesso in primis. Non mi riconosco più.
Ogni giorno che passa mi sforzo di pensare positivo e invece sento solo il rumore dei miei pezzi in frantumi. Non trovo altro che silenzi che pesano come macigni. Oppressione! Inadeguatezza!
Ho solo voglia di mollare tutto e andare via. Ho la tentazione di scappare per l'ennesima volta per sentirmi vivo, per non sentirmi la morte dentro e tutto questo dolore che si ispessisce fino a diventare la mia gabbia dorata e le mie catene. Niente va come vorrei nonostante tutti i miei sforzi.
So che cambiando prospettiva dovrei ritenermi fortunato perché in fondo sono ancora "giovane", in salute, con una famiglia che, nonostante il fiele che mi fa buttare ogni volta, mi vuole bene, con un "futuro" che mi aspetta, con delle qualità nascoste piuttosto bene ma ci sono (almeno credo), eccetera e eccetera; ma tutto ciò mi sembra una magra consolazione, anzi chiamiamo le cose con il proprio nome: mi sembra la concezione del perdente rassegnato sfigato di turno.
Ho la fortissima tentazione di partire per la Spagna nella prossima settimana e rimanerci per i prossimi  5 mesi in barba al fatto che conosco sì e no una ventina di parole di spagnolo. Ho la tentazione di cogliere la palla al balzo e fuggire via un'altra volta, ma con la consapevolezza, questa volta, che al rientro tutto ciò che mi ha spinto alla fuga continui a fare bella mostra di sé, ritrovandomi solo a posticipare di 5 mesi il disastro. È questo che mi frena: guadagnerei/perderei 5 mesi, ma poi? Ne vale la pena? Tutto tornerebbe esattamente come prima.
La tentazione è tanta,  il tempo per decidere è poco, non me ne frega un bel niente di quello che ne sarà di me ed è questo pensiero costante che mi rimbomba in testa che forse mi fa più paura del resto. Sono il mio peggior nemico, il mio omega.

POLITICA
14 maggio 2011
Benvenuti a Lampedusa: lo spot originale!



Per i miei fedeli lettori questo post programmato per far vedere loro qual è il vero spot ad opera del nostro esecutivo per valorizzare l'isola di Lampedusa. Buona visione! =)
DIARI
13 maggio 2011
E datemi un muletto...


  • 851 gli annunci di lavoro in tutt'Italia che nella sola giornata di ieri ho visionato.
  • Solo 7 i curricula inviati perché avevo tutti i requisiti elencati nei rispettivi annunci.
  • Circa 20 gli annunci in sospeso perché sono un po' folli e sinceramente preferisco avere i risultati dei primi 7 (principalmente per quelli di Trento e Tortona farei carte false).
  • Una grossa fetta li ho scartati per mancanza di esperienza, ma soprattutto perché non so guidare un muletto.
  • Anzi non ho mai guidato in vita mia un muletto (se per questo in vita mia non sono mai salito su un motociclo e su una nave) e non so neanche se ne sarei o meno capace visto la mia bionditudine in fatto di motori e meccanica.
  • Capisco che in caso di crisi occorre essere multitasking e saper fare tutto e di più ma alcuni annunci rasentano l'assurdo, tipo tempo fa ne ho letto uno in cui cercavano una segretariA (quindi donna) che facesse funzioni anche da portinaia e che sapesse utilizzare una motosega.
  • Dal lavoraccio di ieri ne deduco che ho perso tempo a laurearmi in economia aziendale, quando invece con il mio semplice diploma da ragioniere e sapendo usare un muletto avrei risposto ad almeno quasi la metà degli annunci.
  • Mary Star se ci sei altro che inglese e informatica, devi far insegnare a scuola come si usa un muletto!
  • La beffa è che nel format precompilato la mia laurea e il mio luogo di nascita (cittadina con 80.000 abitanti con annesso aeroporto) non esistevano. Una "goduria" imprecare per compilarli che non vi dico.
  • Come se non bastasse, un bel travaso di bile per due tecnici del comune che hanno preso delle misure alla pene di segugio per costruire la rete fognaria per le nuove villette sorte su vecchi ulivi secolari e che per chissà quale motivo progettate senza fogna.
  • Altro travaso di bile perché la Regina per un attimo è stata infettata dal morbo della mamma italiana i figli so' pezzi i' core per cui accusa di lesa maestà perché non inviavo curricula nelle vicinanze, peccato che lavori vagamente in regola non ce ne siano  nei dintorni e pagare per farmi assumere 'sti cazzi, eh! senza contare che scarto tutti i lavori con la dicitura poi ti pagherò perché ho fatto una marea di lavoretti che credo mi faranno guadagnare il paradiso perché alla fine li ho catalogati come meri favori e/o volontariato, ma che di certo non mi sono stati retribuiti.
  • Altro travaso di bile perché hanno rubato il portafoglio (vecchio e mal ridotto) a mia sorella con sì e no una decina di euro ma con dentro la sua carta d'identità, la patente, il libretto universitario (simile alla scheda fedeltà di qualsiasi supermercato ma solo con la foto, matricola e data di nascita, su cui non si possono caricare gli esami) e la tessera della biblioteca universitaria. Per questi ultimi due ci vorranno almeno 100 euro e 50 per il duplicato con un sacco di tempo perso. La cosa meravigliosa volete sapere dove gliel'hanno rubato? In chiesa e nell'oratorio, mentre faceva il ritiro con le sue 24 pesti che domenica  mattina faranno la comunione, essendo lei la loro catechista. Il bello è che probabilmente sarà stato un dispetto, visto che hanno ignorato le chiavi dell'auto e di casa, tre cellulari (va be' tutti e tre dell'anteguerra). Denuncia fatta e visto l'anomalia del furto: hanno lasciato la tasca interna della borsa dov'era il portafoglio aperta, e chiuso la cerniera esterna della borsa che guarda caso si trovava al di sotto di una montagna di 24 giubbini ed è stata persa di vista al massimo 10 minuti; i carabinieri hanno detto di aspettare fino a domenica perché magari metteranno nella cassetta della posta i documenti.
  • Da ieri sera ho un "lavoro" e sono diventato il suo autista.
  • Mia sorella ha paura di cosa succederà a giugno visto che negli ultimi mesi le sta capitando una disgrazia bella tosta al mese (lo scorso mese è successo il finimondo perché il suo prof ha sbagliato a registrarle il voto sul server e nessuno poteva intervenire a correggerlo: w il progresso!).
  • Mia sorella ha minacciato di diventare atea, visto le tonnellate di letame che ruota attorno alla parrocchia e agli oscuri intrallazzi. Ora chi lo dice alla nonna nazista?
  • Per dimenticare tutto ciò domani faremo una bella gita comprensiva di shopping sfrenato ad una fiera bella grande, mare, visita ad un castello (e qua vado in brodo di giuggiole al solo pensiero!) ed infine montagna. Certo sarò circondato da ferventi cattolici e simpatizzanti, ma basta non parlare di religione e il mio fegato agnostico sarà salvo. Spero solo che domani sia bel tempo!
  • Vorrei un muletto per passare sopra chi ha rubato il portafoglio, con la scusa faccio anche un po' di pratica.
  • Ho inserito il guidare un muletto tra le cose da fare (e da imparare a fare) prima di morire, accanto al bungee jumping e all'encierro di San Firmino.
DIARI
11 maggio 2011
Il terrore corre sul filo


Ebbene sì, ieri pomeriggio ho ricevuto la fantomatica urgente telefonata del mio (ex) relatore. Le ipotesi più fantasiose e più pessimistiche si sono affacciate nella mia mente, prima fra tutte un errore, tale che a distanza di quasi due mesi, avesse portato all'invalidità della mia seduta di laurea. Terrore allo stato puro, sudori freddi, panico e alla fine ricevo una delle telefonate più assurde della mia vita: il mio relatore alla fine cercava voti alle amministrative di domenica e lunedì.
Peccato solo che nel mio comune non si voti e che quindi ero inutile non possedendo né parenti e né amici da immolare per la sua causa. In realtà è bastata la mia residenza a far cancellare i salemecchi e gli inchini e a fargli chiudere la telefonata velocemente, facendo un'emerita figura di pirla. In tutta onestà avrei voluto dirgli la stessa cosa di questa cara e dolce nonnina:


DIARI
10 maggio 2011
Reset

È il tasto che mi servirebbe ogni giorno nella mia vita per cancellare ogni cazzata commessa, ogni scelta errata, ogni qualvolta che mi sono sentito non all'altezza della situazione o delle aspettative mie e altrui. Purtroppo nella vita reale, quella che non è un film con tanto di happy end finale, il tasto reset non esiste e quindi non si possono cancellare gli sbagli e le ferite, forse è pure un bene che non sia così perché in fondo cosa siamo noi se non un insieme di scelte giuste ed errate mixate con le nostre esperienze? Però, quest'inizio di settimana è proprio in salita ed è pure bella ripida perché stanno prendendo vita i miei peggiori incubi, e a me servirebbe tanto questo tasto per resettare questi incubi che pendono sopra di me come tante belle spade di Damocle. Suvvia per chi è laureato/diplomato non ditemi che non avete mai avuto un incubo in cui vi abbiano tolto il titolo tanto agognato perché non ci credo. Ecco, a me, a distanza di quasi due mesi dalla mia laurea, il mio relatore ha sentito l'esigenza di mandarmi un'e-mail chiedendomi il mio numero di cellulare per contattarmi urgentemente. Ora, visto che il mio relatore non mi ha mai seguito e che per lui sono un perfetto anonimo, visto anche che sono fortunello inside, mi si sono spalancate tutte le possibili e peggiori ipotesi. Va da sé che sono nel pallone più totale, anche perché non mi ha risposto alla mail, né mi ha telefonato e in ufficio ieri mattina non c'era. Aggiungete pure che ieri mattina ho avuto una "brillante" conversazione con la ex professoressa di francese delle superiori di mia sorella, conversazione che ha toccato tante cose e che ha avuto il suo punto di massimo ottimismo parlando di una donna che si è suicidata lanciandosi dal balcone. Roba che per uno che sente i brividi lungo la schiena dal terrore, ha lo stomaco sotto sopra e fuori imperversa un tempo da lupi senza lupi con tanta ma tanta acqua è veramente devastante. Anche se è una buona amica, piuttosto eccentrica e con un sacco di problemi di salute, mi ha spaventato a morte perché ha evidenziato quello che un giorno, non troppo lontano, potrei diventare: solo con un castello di menzogne senza più discernere il vero dal falso, la realtà dalla fantasia e tutto il resto del mondo ad approfittare delle mie sofferenze e dei miei problemi. Terrificante! Il resto ve lo risparmio, ad essere sinceri: mi attaccherei volentieri alla canna del gas a possederne una. Ma siccome non ho una canna del gas, anzi a dirla tutta non ho nemmeno un buco da chiamare casa mia; sono ben lungi da questi propositi, ma il mio umore di certo non è dei migliori, il freddo e la pioggia non aiutano di certo e credo che i brividi che sento siano frutto non tanto di paura ma di una bella influenza che sto covando ben bene. Come se non bastasse devo contare i punti e redigere la classifica dei bimbi del catechismo per i regalini, ché anche la chiesa cattolica si evolve, peccato che io sia agnostico e tutto ciò stride, ma ho solo una sorella e quindi me la devo pur coccolare no? Quindi mi turo il naso e procedo con l'ingrato compito. Certo che però Dio o chi per lui ha un forte senso del grottesco, qualcuno invece direbbe dell'umorismo mais c'est égal!
A dirla tutta, permettemi il francesismo poco elegante per il mio status, ma ormai non me ne frega un cazzo di incubi&sogni e anche se il tasto reset non esiste nel mondo sporco, brutto e cattivo ci riprovo per l'ennesima volta a girare pagina, non garantisco i risultati ma anche per questa volta questo blog è salvo per il rotto della cuffia.
DIARI
8 maggio 2011
La sfida dell'amore



Leggevo questo articolo su "Yehoshua e la sfida dell'amore coniugale" e mi ha colpito il seguente periodo:

«Yehoshua ammonisce: una parola d’amore non basta a costruire una coppia. Se dici ti amo lo devi confermare, “esplorando quotidianamente il sentimento”, cercando “nuove motivazioni o minacce nascoste”. Fatica? Sì, ma il bello è questo. La sfida è “non ti faccio cadere”, proprio perché è assai più complicato far prosperare un amore di un’amicizia. Poi spiega che l’amore eterno non è un’utopia: “Non mi piace questa parola, ci fa credere che sia un obiettivo irraggiungibile. Sono convinto che tutti possano far vivere a lungo un sodalizio amoroso, se adeguatamente curato e protetto”. Non è impossibile. Lo hanno scritto altri, da Montale ad André Gorz».

Questa notte ho avuto l'ennesima crisi: ho dormito male e sognato peggio. Stendo un velo pietoso su di me, facciamo un Everest che è meglio. Il fatto è che ci sto ancora troppo male e queste parole suonano come una condanna verso di me perché ho una voglia matta di scrivergli, di parlargli, ma... a che servirebbe? Forse un po' a me, ma è inutile girarci intorno non mi ama, né ha bisogno di un'amicizia, né di uno spasimante e né niente perché sono solamente un peso, visto che, tralasciando un po' il resto, non mi dà la possibilità di farmi conoscere meglio e forse dunque di fargli rendere conto che sono quello giusto. Il mio amore da non solo non basta per tutti e due.  Vi risparmio il calcolo delle ore e dei secondi, ma sono passati più di 7 giorni dall'ultima volta che mi sono fatto sentire (senza ricevere risposta alcuna), 14 giorni da quando lui si è fatto sentire: in tutto questo tempo non ha sentito il bisogno neanche di uno squillo, neanche di mandarmi a quel paese, niente di niente. Perché non gli scrivo? Semplice, non voglio farlo sentire in obbligo verso di me e un po' per presunzione che forse avrebbe sentito un pizzico la mia assenza. Invece il nulla, so che è impegnatissimo per il lavoro e che ha tanti casini, però due secondi per gli altri li trova e per me niente: ci sono  suoi commenti nella blogosfera (per carità libero di farli!). Per carità non ha alcun obbligo verso di me, allora che senso ha scrivergli per avere una risposta di cortesia? Che senso ha tentare di spostare mari e monti se poi alla fine più che stare con me vuole stare con un altro? Mi sono autoimposto di non scrivergli più, ormai gliel'ho ribadito fino alla nausea che basta uno schiocco di dita e sono lì presente a salvarlo e ad aiutarlo perché farei di tutto per lui anche buttarmi nel fuoco. Forse è ciò che ho sbagliato. Ormai non passa giorno che non trovi un difetto in me e che non lo ingigantisca appioppando a questo o a quello o a tutto insieme il perché non mi ama o non mi potrebbe amare. Mi mortifica questo senso di impotenza, quest'amarezza di non aver fatto abbastanza che mi perseguita. Tutto ciò mi sta condizionando perché sono in una fase delicatissima e devo fare delle scelte importanti, devo capire se lui c'è nella mia vita o no, se inserirlo nei miei progetti o meno. Tutto ciò che ho sempre desiderato nella mia vita assolutamente non c'è e con questo ritmo non ci sarà mai, intanto cresce in me la voglia di autodistruzione.
DIARI
7 maggio 2011
Esperimento 1


Come si misura il silenzio?
Qual è il peso del silenzio?
Qual è la lunghezza del silenzio?
Qual è la larghezza del silenzio?
Qual è l'altezza del silenzio?
Qual è il ritmo del silenzio?
Qual è la velocità del silenzio?
Qual è il suono del silenzio?
Qual è l'odore del silenzio?
Qual è il gusto del silenzio?
Qual è la forma del silenzio?
Qual è la superficie del silenzio?

Qual è l'equilibrio del silenzio?
Voglio misurare il silenzio!
DIARI
5 maggio 2011
4 Things


4) L'Amore della Mia Vita non deve scrivere con le abbreviazioni e le cappa a sproposito, poi se sa usare i congiuntivi: ho fatto tombola!

Non ce la faccio: se non sai scrivere in italiano (e/o nella tua lingua madre) correttamente, senza l'uso di abbreviazioni a sproposito, il mio talamo neanche lo sfiori! Non posso mica sprecare le poche cellule neurali che mi sono rimaste per decifrare quello che mi vuoi dire, senza considerare che un impoverimento del linguaggio uccide il romanticismo, la comunicazione successivamente languirà anche perché se non hai tempo per scrivermi due parole come si deve figurati per fare il resto, e poi quando anche il sesso, per questioni prettamente meccaniche, diminuirà drasticamente fino ad essere un pallido ricordo (ma anche no, eh!) mi spieghi che faremo? Non di certo una partita a scarabeo.
letteratura
4 maggio 2011
Non avessi sperato in te
Non avessi sperato in te
e nel fatto che non sei un poeta
di solo amore
tu che continui a dirmi
che verrai domani
e non capisci che per me
il domani è già passato.


Alda Merini da "Folle, folle, folle d'Amore per te" (2002)
DIARI
3 maggio 2011
Appello di voto
In genere, odio le richieste di voto soprattutto quelle che vengono da persone a me completamente sconosciute. Ho ricevuto questa segnalazione tramite Anobii, sulla prima stavo per cestinare poi la curiosità mi ha spinto a darci un'occhiata e a decidere di volervo condividere con i miei fedeli lettori. Dopo averlo letto mi sento un po' devastato, complice il fatto che in questo periodaccio sono moralmente a pezzi.
Il racconto che vi invito a leggere si intitola "Questa storia non esiste", proprio come i diritti dei protagonisti delle due storie in una che si intrecciano ma non hanno nulla in comune se non i diritti negati. Nella prima, Dario e Angelo si amano ma un incidente pone fine a questo grande amore non riconosciuto dalla legge e dagli uomini; nella seconda si affrontà il tema della mancata paternità per gli omosessuali e il senso di frustrazione per non poter essere padre e gay in Italia. Questo racconto è opera di Roberto Pellico e potete leggerlo (e votarlo se vi piace) cliccando qui.
Leggetevelo e non ve ne pentirete, è una storia che colpisce dritto allo stomaco e spezza il cuore, devastante nella sua semplicità e nella cruda realtà, toccante, in altre parole imperdibile.
letteratura
2 maggio 2011
Gitanjali - XVII
Attendo soltanto l'amore
per abbandonarmi alfine
nelle sue mani.
Per questo è così tardi
e mi sono macchiato
di tante colpe e omissioni.

Vengono con le loro leggi
e i loro codici a legarmi;
ma io sempre li eludo;
perché attendo soltanto l'amore
per abbandonarmi alfine
nelle sue mani.

M'incolpano e mi chiamano sventato
e non ho dubbi
che l'accusa è fondata.

Trascorso è il giorno del mercato,
i lavori sono stati terminati.
Coloro che invano son venuti
a chiamarmi, son tornati delusi.
Io attendo soltanto l'amore
per abbandonarmi alfine
nelle sue mani.

Rabindranath Tagore (1861-1941) da Gitanjali (1912)
DIARI
1 maggio 2011
Buon 1° maggio!


Buona festa dai lavoratori con la speranza di un futuro più roseo.

PS: scusate per lo sfogo di ieri, ma a volte anche i principi crollano e sono essere umani.

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permalink | inviato da Principe Kamar il 1/5/2011 alle 14:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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