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Storiella sull'attesa

Un mandarino era innamorato di una cortigiana. «Sarò vostra, - disse lei, - solo quando voi avrete passato cento notti ad aspettarmi seduto su uno sgabello, nel mio giardino, sotto la mia finestra». Ma, alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese il suo sgabello sotto il braccio e se n'andò.*

Quante volte ho atteso qualcosa o qualcuno con il mio sgabellino? Quante volte attendo? E quante altre volte attenderò?
Tante, forse troppe, che sia stato tutto tempo perso? Non so la risposta.
Ne è valsa la pena? Non saprei.
Rifaresti tutto? Probabilmente sì.

So solo che ogni volta che prendo sotto braccio il mio sgabellino mi sento dannatamente stupido.

Poi mi accorgo che non sono il solo ad attendere e allora mi consola il fatto di non essere l'unico stupido ad aver atteso invano.
Prima o poi riuscirò ad attendere sotto la finestra giusta? E sotto la mia c'è qualcuno?


*Dal paragrafo riguardante l'attesa, dal libro di Roland Barthes « Frammenti di un discorso amoroso ».

Pubblicato il 8/1/2011 alle 23.38 nella rubrica Diario.

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