Blog: http://PrincipeKamar.ilcannocchiale.it

Notte agitata e tormenta di neve



Sonni agitati, fantasmi, draghi e un brutto sogno mi hanno lasciato del tutto spossato. Ho sognato un assedio al Palazzo da parte di gente mai vista, gli altri allegri banchettavano facendo festa  all'interno del Palazzo, mentre io indaffarato mi sforzavo di mandare via gli invasori molesti, l'unico conscio dei pericoli imminenti. Più li mandavo via e più tornavano, poi ecco che arriva la cavalleria penso che sarà venuto a salvarmi o quanto meno ad aiutarmi e invece tira semplicemente dritto, lasciandomi lì inerme e indifeso. Non è qui per salvare me, ma per salvare qualcun altro che nemmeno lo ringrazierà. Sono troppo occupato per disperarmi, lo vedo andare via  da solo, sconsolato sul suo cavallo con quel buffo e anacronistico vestito da condottiero seicentesco. Vorrei bloccarlo e invece nulla, poi gli invasori desistono e se ne vanno e a me rimane in bocca solo una grande amarezza.
Mi sveglio sudato, forse avrò mangiato pesante ma ieri sera non ho neanche cenato, la colpa forse è aver scoperto delle piccole bugie che mi hanno ferito, mettendo in moto una revisione automatica di molti fatti sotto una luce completamente diversa che mi hanno portato a passare una notte agitata.

Oggi c'è il sole ed è una bella giornata primaverile, io ho l'inverno nel cuore ed ho tanto freddo.
Sarà forse che mi sento nudo come un verme circondato dalla neve, mentre c'è in atto una tempesta di neve, e sono sul punto di soccombere.
Dopo la delusione iniziale e una notte agitata, alla fine ho anche perdonato quelle bugie e le ho giustificate abbondantemente, ma sarò un paranoico del cavolo mi viene spontaneo chiedermi quanto ci sia del vero in tutto il resto.
Forse sono stato un completo incosciente a buttare su due piedi la mia pesante corazza, però non mi pento di averlo fatto in fondo ho deciso di buttarmi senza paracadute non preoccupandomi di sfracellarmi al suolo, sperando che mi prendesse tra le sue braccia.
Pazienza, mi rialzerò da solo e raccoglierò i miei pezzi come sempre ho fatto.
Mi fa senso il fatto di averlo giustificato, per un momento mi sono immedesimato in chi è vittima di abusi domestici e nonostante i lividi, si ostina a negare l'evidenza, continuando a giustificare il suo carnefice.
Per carità detto così sembra chissà quale grave colpa abbia commesso, niente di tutto ciò. Probabilmente ho scambiato un calesse per un grande amore.
Forse la mia è un'infatuazione, in fondo l'amore cos'è se non una perenne infantuazione?
Si vede che è il mio destino avere amori impossibili. Devo farmi forza, ma non è che si può smettere di amare dalla sera alla mattina, forse è solo la mia stanchezza che ha preso il sopravvento e mi lascia vedere solo le cose brutte dimenticandomi di quelle belle, forse ho bisogno di un'altra notte agitata per riflettere e avere maggiore chiarezza.
Sono solamente un idiota e confermo, ma come si può dire ad un fiume di smettere di scorrere? Così come posso smettere di amarlo?
Saranno quelle piccole bugie, magari dette solo per non far aumentare le mie aspettative o semplicemente per proteggersi, a cambiare quello che sento? No, perché voglio provarci ma in questa lotta impari come posso recuperare lo svantaggio? Ma poi contro chi dovrei combattere?
Alla fine mi sento solo un po' così... spero che mi passi in fretta.

Pubblicato il 15/2/2011 alle 12.16 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web