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Lasciatemi morire




«Lasciatemi morire,
lasciatemi morire,
e che volete voi, che mi conforte
in così dura sorte,
in così gran martire?
Lasciatemi morire
».

Mi dispiace, non ce la faccio proprio ad essere dell'umore giusto. Non potete immaginare la delusione, il dolore, quel senso di abbandono che provo adesso. Sono in bilico tra il far uscire il pescivendolo che c'è in me, facendo una sceneggiata napoletana in grande stile, o avere un atteggiamento dignitoso nei limiti del possibile, insomma un qualcosa di principesco. Mi sento ingannato, ferito e umiliato. Non pensavo di meritarmi tutto ciò, ma a quanto pare è quello che sto raccogliendo e probabilmente mi merito. Sarà che sono duro di comprendonio e portato allo scambiare lucciole per lanterne, ma nonostante tutto pensavo di poter provare a costruire un qualcosa, anche una semplice amicizia. Invece me la canto e me la suono da solo, aspetto un qualcosa che non arriverà mai e mendico il suo tempo e le sue attenzioni. Attendo spiegazioni che non arriveranno mai, mi consumo nell'attesa e nonostante mi tenga occupato il più possibile il mio chiodo fisso è sempre quello. Ma cosa devo fare con te? Perché non riesco ad odiarti o semplicemente a fregarmene di te? Sono stanco, molto stanco. Solo adesso comprendo il Lamento di Arianna. Arianna pensava che Teseo fosse quello giusto e invece puff! sparito, si ritrova abbandonata a Nasso e piange la sua triste sorte, attendendo che questo dolore così grande la porti alla morte.
Non sono proprio a questo punto, ossia desideroso di morire; ma in fondo è quello che sto facendo lasciandomi andare. Forse se riuscirò a cadere un altro po' più giù, ricomincerò a salire e ad andare per la mia strada, intanto per il momento sopportatemi così, prima o poi mi passerà.

Pubblicato il 9/4/2011 alle 0.30 nella rubrica Diario.

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