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Reset


È il tasto che mi servirebbe ogni giorno nella mia vita per cancellare ogni cazzata commessa, ogni scelta errata, ogni qualvolta che mi sono sentito non all'altezza della situazione o delle aspettative mie e altrui. Purtroppo nella vita reale, quella che non è un film con tanto di happy end finale, il tasto reset non esiste e quindi non si possono cancellare gli sbagli e le ferite, forse è pure un bene che non sia così perché in fondo cosa siamo noi se non un insieme di scelte giuste ed errate mixate con le nostre esperienze? Però, quest'inizio di settimana è proprio in salita ed è pure bella ripida perché stanno prendendo vita i miei peggiori incubi, e a me servirebbe tanto questo tasto per resettare questi incubi che pendono sopra di me come tante belle spade di Damocle. Suvvia per chi è laureato/diplomato non ditemi che non avete mai avuto un incubo in cui vi abbiano tolto il titolo tanto agognato perché non ci credo. Ecco, a me, a distanza di quasi due mesi dalla mia laurea, il mio relatore ha sentito l'esigenza di mandarmi un'e-mail chiedendomi il mio numero di cellulare per contattarmi urgentemente. Ora, visto che il mio relatore non mi ha mai seguito e che per lui sono un perfetto anonimo, visto anche che sono fortunello inside, mi si sono spalancate tutte le possibili e peggiori ipotesi. Va da sé che sono nel pallone più totale, anche perché non mi ha risposto alla mail, né mi ha telefonato e in ufficio ieri mattina non c'era. Aggiungete pure che ieri mattina ho avuto una "brillante" conversazione con la ex professoressa di francese delle superiori di mia sorella, conversazione che ha toccato tante cose e che ha avuto il suo punto di massimo ottimismo parlando di una donna che si è suicidata lanciandosi dal balcone. Roba che per uno che sente i brividi lungo la schiena dal terrore, ha lo stomaco sotto sopra e fuori imperversa un tempo da lupi senza lupi con tanta ma tanta acqua è veramente devastante. Anche se è una buona amica, piuttosto eccentrica e con un sacco di problemi di salute, mi ha spaventato a morte perché ha evidenziato quello che un giorno, non troppo lontano, potrei diventare: solo con un castello di menzogne senza più discernere il vero dal falso, la realtà dalla fantasia e tutto il resto del mondo ad approfittare delle mie sofferenze e dei miei problemi. Terrificante! Il resto ve lo risparmio, ad essere sinceri: mi attaccherei volentieri alla canna del gas a possederne una. Ma siccome non ho una canna del gas, anzi a dirla tutta non ho nemmeno un buco da chiamare casa mia; sono ben lungi da questi propositi, ma il mio umore di certo non è dei migliori, il freddo e la pioggia non aiutano di certo e credo che i brividi che sento siano frutto non tanto di paura ma di una bella influenza che sto covando ben bene. Come se non bastasse devo contare i punti e redigere la classifica dei bimbi del catechismo per i regalini, ché anche la chiesa cattolica si evolve, peccato che io sia agnostico e tutto ciò stride, ma ho solo una sorella e quindi me la devo pur coccolare no? Quindi mi turo il naso e procedo con l'ingrato compito. Certo che però Dio o chi per lui ha un forte senso del grottesco, qualcuno invece direbbe dell'umorismo mais c'est égal!
A dirla tutta, permettemi il francesismo poco elegante per il mio status, ma ormai non me ne frega un cazzo di incubi&sogni e anche se il tasto reset non esiste nel mondo sporco, brutto e cattivo ci riprovo per l'ennesima volta a girare pagina, non garantisco i risultati ma anche per questa volta questo blog è salvo per il rotto della cuffia.

Pubblicato il 10/5/2011 alle 10.48 nella rubrica Diario.

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